Il dollaro australiano ha registrato forti rialzi da inizio anno, sostenuto dall’orientamento hawkish della Reserve Bank of Australia e dal profilo dell’Australia legato alle materie prime. La direzione nel breve termine dipende ora dai dati domestici e dai segnali di politica monetaria, con la prossima riunione della RBA fissata per l’11 agosto e l’attenzione che si sposta prima sulla pubblicazione, la prossima settimana, del CPI trimestrale e su un intervento della governatrice Bullock.
L’occupazione di giugno ha mostrato un aumento di 76,3 mila posti di lavoro, rafforzando le attese di mercato per una mossa ad agosto. Il sondaggio Bloomberg indica per il trimmed mean CPI del secondo trimestre un +3,7% su base annua, in aumento dal 3,5%, mentre i mercati dei tassi prezzano un ulteriore rialzo RBA di 25 punti base su un orizzonte di sei mesi. La RBA ha definito le condizioni finanziarie “probabilmente alquanto restrittive” e ha segnalato un allentamento dello slancio nei consumi delle famiglie. Un dollaro USA più forte e un saldo commerciale australiano più debole stanno facendo da freno, lasciando il cross AUD/USD atteso in consolidamento attorno a 0,70 nei prossimi tre mesi.
Implicazioni e strategie per il trading su derivati
Suggeriamo ai trader di derivati di prepararsi a una fase di consolidamento per il dollaro australiano (AUD/USD) attorno al livello di 0,70 nei prossimi tre mesi. Sebbene un mercato del lavoro resiliente e una RBA hawkish abbiano sostenuto la valuta, buona parte di questi elementi positivi risulta già incorporata nei prezzi. Con il mercato che già prezza un rialzo dei tassi di 25 punti base su un orizzonte di sei mesi, lo spazio per ulteriori movimenti al rialzo appare fortemente limitato.
I trader dovrebbero concentrarsi su strategie su derivati in range, come iron condor o short straddle, per sfruttare la prevista mancanza di slancio. Il surplus commerciale dell’Australia si è recentemente ristretto al livello più basso da fine 2021 e il dollaro USA ha mostrato una rinnovata forza, creando una solida resistenza in area superiore per il cambio. Queste forze contrapposte rendono poco probabile un breakout sostenuto sopra 0,70 nelle prossime settimane.
Eventi di rischio chiave e considerazioni sul posizionamento
Raccomandiamo di monitorare da vicino il prossimo report trimestrale sull’inflazione CPI e l’intervento programmato della governatrice della RBA, Bullock, per possibili episodi di volatilità di breve periodo. Storicamente, quando il trimmed mean CPI si è attestato nell’intervallo 3,5%-3,7%, la RBA ha mantenuto un’impostazione restrittiva, che in genere frena la spesa dei consumatori e limita la crescita economica. Il dimensionamento delle posizioni dovrebbe restare prudente, poiché questi segnali chiave di politica monetaria potrebbero innescare oscillazioni brevi e marcate all’interno del range di negoziazione già delineato attorno a 0,70.
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