Il dollaro Usa si è indebolito anche mentre il Brent saliva, dopo che gli attacchi degli Houthi contro petroliere nel Mar Rosso hanno aumentato il rischio geopolitico e spinto al rialzo i rendimenti dei Treasury. Interruzioni dell’offerta in Russia e Kazakistan sono seguite ai raid con droni ucraini contro infrastrutture nel Mar Nero, mentre i dati di Kpler hanno mostrato che il traffico attraverso lo Stretto di Hormuz è sceso a nove navi e i transiti via Bab al-Mandeb sono calati da 44 a 29. Prezzi dell’energia più elevati stanno alimentando i timori d’inflazione e rafforzando le aspettative di una politica monetaria più restrittiva.
I mercati dei futures prezzano una probabilità del 90% di un rialzo dei tassi BCE a settembre, rispetto al 77% per la Fed, e implicano anche una probabilità del 60% di due rialzi nel 2026 per la BCE contro il 56% per la Fed. L’inflazione (CPI) dell’Eurozona è salita dall’1,9% di febbraio al 3,2% di maggio, spingendo la BCE ad aumentare il tasso sui depositi di 25 punti base al 2,25%, prima di rallentare al 2,8% in giugno. In Giappone, USDJPY è sceso dopo che un sondaggio Reuters ha rilevato che il 53% di 51 esperti si attende che il tasso overnight salga dall’1% all’1,25% entro dicembre, con il 35% che indica una mossa in ottobre.
Volatilità dell’energia e opportunità di trading
Suggeriamo ai trader di derivati di prepararsi a una volatilità elevata nei contratti legati all’energia, poiché il Brent resta instabile nell’area 85-90 dollari al barile a causa delle persistenti perturbazioni nel Mar Rosso. I recenti dati sullo shipping confermano che i volumi di transito nello stretto di Bab al-Mandeb sono crollati di circa il 60% rispetto ai livelli normali, facendo aumentare i costi di nolo e i prezzi dell’energia. Raccomandiamo di utilizzare call spread rialzisti sul petrolio per sfruttare queste crescenti pressioni dal lato dell’offerta nelle prossime settimane.
Mosse delle banche centrali e strategie FX
Con l’attenzione puntata sulla riunione di luglio della Banca centrale europea, consigliamo ai trader di monitorare da vicino il cambio EUR/USD, che è rimbalzato sulle attese “hawkish”. Sebbene la BCE dovrebbe mantenere oggi il tasso sui depositi al 2,25%, qualsiasi retorica aggressiva di Christine Lagarde su un rialzo a settembre potrebbe spingere l’euro al rialzo. Per gestire il rischio di un improvviso reversal di mercato, preferiamo l’uso di opzioni long straddle su EUR/USD per trarre beneficio da un’elevata volatilità.
Vediamo un’opportunità interessante nei futures sui tassi, dove le quotazioni riflettono attualmente una probabilità del 90% di un rialzo BCE a settembre rispetto al 77% per la Fed. Poiché l’inflazione dell’Eurozona resta “appiccicosa” per via dei conflitti geopolitici, il regolatore europeo è fortemente motivato ad agire per primo. Suggeriamo di operare su futures Eurocurrency e Secured Overnight Financing Rate (SOFR) per sfruttare questi percorsi divergenti delle banche centrali.
Infine, consigliamo di posizionarsi per uno yen giapponese più forte, poiché le indiscrezioni suggeriscono che la Bank of Japan potrebbe alzare il tasso overnight all’1,25% prima del previsto. I recenti sondaggi mostrano che il 53% degli economisti si attende questo rialzo entro dicembre, il che sta già costringendo gli short seller a ridurre le posizioni. Raccomandiamo di acquistare opzioni put su USD/JPY per catturare il movimento al ribasso mentre lo yen continua a recuperare.
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