L’aumento dei prezzi di petrolio e gas naturale ha aggiunto pressione allo yen giapponese, con USD/JPY spintosi su nuovi massimi da inizio anno sopra 163,00. Anche altre valute a basso rendimento hanno sottoperformato: EUR/CHF è tornato in area 0,9300, un livello visto l’ultima volta a inizio anno. Da quando il conflitto USA-Iran è iniziato a fine febbraio, yen e franco svizzero si sono collocati tra i peggiori performer nel G10, poiché rendimenti più elevati fuori dal Giappone ed energia più cara inclinano le condizioni a sfavore della valuta.
I policymaker giapponesi operano in un contesto di mercato più difficile, mentre rendimenti globali più solidi continuano a favorire la svalutazione dello yen. Bloomberg ha riportato che i funzionari della Bank of Japan sono aperti a rialzi dei tassi più rapidi del consenso, con la debolezza dello yen che alimenta rischi inflattivi al rialzo, e MUFG si attende un aumento già a settembre. Anche così, una singola mossa della BoJ potrebbe offrire solo un sollievo limitato, mentre il report inquadra un potenziale smontaggio dei carry trade come più favorevole, qualora lo shock energetico destabilizzi le condizioni finanziarie e spinga le principali banche centrali, come la Fed, verso una politica più restrittiva.
Strategie per capitalizzare sulla debolezza dello yen
Consigliamo ai trader in derivati di prepararsi a una volatilità più elevata sullo yen giapponese, utilizzando opzioni call su USD/JPY per cogliere ulteriori rialzi oltre 163,00. Con il Brent in risalita verso 85 dollari al barile, la forte dipendenza del Giappone dalle importazioni energetiche continua a pesare sullo yen. Per mitigare il rischio di un intervento improvviso del governo, raccomandiamo di strutturare queste operazioni con barriere knock-out oppure di utilizzare long straddle.
Sebbene circolino indiscrezioni su un rialzo del tasso di riferimento della Bank of Japan a settembre, riteniamo che un singolo aumento non sarà sufficiente a invertire la discesa della valuta. Guardando ai dati storici, quando la BoJ ha alzato i tassi a metà 2024, lo yen ha comunque affrontato una forte pressione di vendita perché lo spread di rendimento USA-Giappone è rimasto sopra i 400 punti base. Suggeriamo di acquistare opzioni put JPY di breve durata per sfruttare questa debolezza persistente finché il differenziale di rendimento resta ampio.
Gestione del rischio e considerazioni di copertura
Occorre inoltre prepararsi a un potenziale smontaggio del carry trade se gli elevati costi energetici dovessero destabilizzare i mercati globali. Se i mercati azionari globali dovessero scendere, una corsa improvvisa a ricoprire posizioni corte sullo yen potrebbe spingere rapidamente USD/JPY verso il supporto in area 155,00. I trader dovrebbero valutare l’acquisto di opzioni put su USD/JPY fuori dal denaro, a basso costo, per coprirsi da un’improvvisa inversione risk-off nelle prossime settimane.
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