La sterlina ha registrato un lieve progresso, con il cambio GBP/USD in recupero verso area 1,3385 nelle contrattazioni asiatiche di giovedì dopo essersi portato sopra 1,3350. I guadagni sono stati però limitati da un dato sull’inflazione britannica misto e dal contesto di rischio in Medio Oriente, mentre l’attenzione si sposta sul report delle Vendite al dettaglio del Regno Unito in uscita venerdì.
L’indice CPI complessivo del Regno Unito è sceso al 2,6% su base annua in giugno dal 2,8% di maggio, il livello più basso da marzo 2025 e sotto il consenso al 2,7%, secondo l’ONS. L’inflazione core è rimasta al 2,6% annuo, sopra la previsione del 2,5%, mentre il CPI mensile è rallentato a 0,1% da 0,2%, in linea con le attese. I mercati si aspettano che la BoE mantenga i tassi al 3,75% la prossima settimana; Reuters ha riferito che le indicazioni di pricing implicavano uno o forse due rialzi da 25 pb entro fine 2026, sostanzialmente invariati rispetto a martedì. Sul fronte geopolitico, gli Stati Uniti hanno riportato la 12ª notte consecutiva di attacchi in Iran, con ulteriori minacce legate a eventuali azioni nello Stretto di Hormuz; l’esercito del Kuwait ha dichiarato di intercettare droni ostili e Mehr ha riferito che è stato colpito un sito vicino ad Ahwaz.
Prospettive di mercato e politica monetaria
Riteniamo che i trader su derivati debbano prepararsi a un aumento della volatilità mentre GBP/USD oscilla in prossimità di 1,3385 in vista dei dati sulle vendite al dettaglio del Regno Unito di domani. Considerata l’inflazione headline più “fredda” al 2,6%, la Bank of England ha un’elevata probabilità di lasciare invariati i tassi al 3,75% la prossima settimana. Questa pausa di politica monetaria, combinata con dati macro in raffreddamento, limita in modo significativo il potenziale rialzista della sterlina nel breve termine.
Con l’intensificarsi del conflitto geopolitico in Medio Oriente, ci aspettiamo che i flussi verso i beni rifugio rafforzino rapidamente il dollaro USA. Storicamente, le principali escalation nel Golfo Persico hanno spinto l’indice del dollaro (DXY) a salire dell’1,5%-2% nell’arco di pochi giorni, mentre il capitale si sposta verso la sicurezza. Questo classico scenario “risk-off” probabilmente eserciterà una forte pressione ribassista su GBP/USD nelle prossime settimane.
Strategie operative consigliate in un contesto di rischi in aumento
Per sfruttare questa pressione al ribasso, consigliamo ai trader su derivati di acquistare opzioni put out-of-the-money su GBP/USD con scadenza tra due e quattro settimane. L’utilizzo di bear put spread può inoltre aiutare a mitigare l’aumento del costo della volatilità implicita, che storicamente supera un rialzo del 25% durante conflitti militari attivi. Questa strategia limita il rischio, consentendo al contempo di beneficiare di un arretramento del cambio verso l’area di supporto a 1,3200.
È necessario monitorare da vicino il report di domani sulle vendite al dettaglio nel Regno Unito, poiché eventuali segnali di debolezza dei consumi giustificherebbero ulteriormente posizioni short. Storicamente, dati sulle vendite al dettaglio deludenti in fasi di tensione globale possono innescare rapidi cali di 100 pip per la sterlina. Mantenere stop-loss stretti su eventuali posizioni long residue in opzioni o futures è essenziale per gestire il rischio di gap notturni in questi mercati turbolenti.
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