EUR/USD si è mantenuto intorno a 1,1400 nella tarda serata di mercoledì, in rialzo dello 0,08% in giornata, mentre l’euro non è riuscito a sfruttare la diffusa debolezza del Dollaro USA. Il rischio geopolitico ha fornito un supporto al biglietto verde: il conflitto tra Stati Uniti e Iran è entrato nel dodicesimo giorno, mentre UK Maritime Trade Operations ha segnalato un attacco a una petroliera nel Mar Rosso e gli Houthi dello Yemen hanno dichiarato di aver colpito due petroliere saudite. Il West Texas Intermediate è salito di quasi l’8% a 88 dollari al barile, aumentando l’attenzione su come costi energetici più elevati possano anticipare un orientamento più restrittivo della Federal Reserve.
Di conseguenza, si è spostato anche il pricing dei tassi. I mercati monetari hanno implicato una probabilità del 63% che la Fed mantenga i tassi invariati alla riunione del 29 luglio, lasciando il 37% a un rialzo, in aumento dal 23% del giorno precedente, secondo Prime Terminal. L’attenzione si sposta quindi sulla decisione della Banca Centrale Europea, con il tasso sui depositi atteso invariato al 2,25%, seguita dalla conferenza stampa di Christine Lagarde. Negli Stati Uniti, le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione per la settimana conclusa il 18 luglio sono attese in aumento a 212 mila da 208 mila. Sul piano tecnico, EUR/USD scambiava a 1,1408, al di sotto di una tripla media mobile semplice in area 1,1510, con supporto intorno a 1,1396 e livelli di resistenza a 1,1570, 1,1574 e 1,1849; l’RSI a 14 giorni era a 43,38.
Strategie sulla volatilità in un contesto di tensioni geopolitiche
Con EUR/USD in area 1,1400 e le tensioni geopolitiche nel Mar Rosso in aumento, ci attendiamo un breakout marcato da questo ristretto range di scambio nelle prossime settimane. Poiché il mercato sta attualmente sottovalutando tali rischi geopolitici, i trader di derivati dovrebbero valutare l’acquisto di straddle a breve scadenza per beneficiare di un imminente aumento della volatilità. Storicamente, shock improvvisi sul fronte energetico innescano rapidi movimenti valutari, rendendo particolarmente interessanti, in questa fase, strategie su opzioni long volatility.
Raccomandiamo di utilizzare opzioni put su EUR/USD con strike intorno a 1,1250 per posizionarsi in vista di una possibile rottura al ribasso. L’Europa resta fortemente sensibile agli shock dei prezzi dell’energia perché importa la grande maggioranza del proprio fabbisogno energetico netto, elemento che storicamente tende a penalizzare l’euro quando il greggio accelera. Durante le crisi energetiche del recente passato, il saldo commerciale dell’Eurozona si è indebolito rapidamente, costringendo la valuta unica a violare importanti livelli di supporto psicologico.
Opportunità di copertura su tassi e petrolio
Vediamo inoltre una forte opportunità nei derivati sui tassi, in particolare attraverso posizioni corte sui futures Euribor a breve rispetto ai futures sul Secured Overnight Financing Rate (SOFR). Con le probabilità di rialzo della Fed alla riunione del 29 luglio salite al 37% e la BCE ferma al 2,25%, lo spread dei rendimenti si sta muovendo con decisione a favore del Dollaro USA. I trader possono capitalizzare su questo ampliamento del divario di policy man mano che il mercato si adegua alla realtà di tassi statunitensi “più alti più a lungo”.
Per coprirsi da ulteriori escalation in Medio Oriente, suggeriamo l’acquisto di opzioni call out-of-the-money sul West Texas Intermediate (WTI) con obiettivo 95 dollari al barile. Quando i conflitti militari minacciano corridoi di navigazione cruciali come il Mar Rosso, i prezzi del petrolio possono facilmente balzare del 10%-15% in pochi giorni a causa del panico sulle catene di approvvigionamento. Catturare questo potenziale rialzo tramite opzioni a basso costo consente di proteggere i portafogli valutari più ampi da sell-off di mercato alimentati dall’inflazione.
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