Il Dollaro USA ha scambiato in lieve calo mercoledì, mentre le tensioni legate all’Iran e allo Stretto di Hormuz hanno mantenuto i mercati in modalità prudente. Il Dollar Index (DXY) è scivolato verso 101,10–101,13, mentre EUR/USD si è rafforzato verso 1,1410 e USD/JPY è rimasto in area 163,15. Petrolio e metalli preziosi hanno guadagnato terreno per i timori di interruzioni nei flussi energetici: il WTI è salito oltre 86,40 dollari al barile, in aumento di oltre il 2%, e l’oro è avanzato verso 4.135 dollari, con un rialzo superiore all’1%.
L’attenzione si sposta alle richieste iniziali di sussidi di disoccupazione USA di giovedì, attese a 212 mila contro 208 mila. Per la Banca Centrale Europea il mercato prezza tassi invariati, con il Main Refinancing Operations Rate al 2,40% e il Deposit Facility Rate al 2,25%, e riflettori puntati sulla conferenza stampa della presidente Christine Lagarde. Nel Regno Unito, il saldo della fiducia dei consumatori GfK è previsto in miglioramento a -21 a luglio da -23, mentre in Australia la crescita dell’occupazione è vista a 15 mila dopo 40,3 mila, con tasso di disoccupazione al 4,4% e tasso di partecipazione al 66,7%; in Giappone l’inflazione core CPI ex fresh food è stimata all’1,6% a/a contro 1,4%, e in Canada le vendite al dettaglio sono attese a +1,0% m/m dopo +0,5%, con la misura ex-auto a +1,4% contro +0,1%.
Strategie con derivati per tensioni geopolitiche e rischi di banca centrale
Raccomandiamo ai trader di derivati di posizionarsi per un ulteriore indebolimento del Dollaro USA puntando su opzioni call sull’oro, con i prezzi che oscillano vicino ai massimi storici in area 4.135 dollari. Con la domanda di beni rifugio in aumento per l’escalation delle tensioni geopolitiche nello Stretto di Hormuz, storicamente l’oro ha mostrato la capacità di segnare rialzi superiori al 10% durante crisi delle catene di approvvigionamento. Da considerare anche opzioni call out-of-the-money sul greggio WTI, che è balzato oltre 86,40 dollari e resta altamente sensibile a eventuali disagi nelle spedizioni dal Medio Oriente.
In vista della prossima decisione sui tassi della BCE, suggeriamo l’acquisto di straddle di breve periodo su EUR/USD per sfruttare l’attesa volatilità. Con il cambio in area 1,1410 e i tassi previsti stabili, qualsiasi tono inatteso “hawkish” da parte di Christine Lagarde potrebbe innescare un breakout marcato. I dati storici indicano che gli indici di volatilità implicita sull’euro tendono a balzare del 15%–20% nei giorni di decisione delle banche centrali, rendendo particolarmente interessanti le strategie di acquisto di premio in questa fase.
Opportunità sulle principali valute e sulle commodity currencies
Con USD/JPY in prossimità dei massimi pluridecennali in area 163,15, occorre prepararsi a potenziali rischi ribassisti legati ai dati d’inflazione giapponesi e a possibili interventi governativi. I passati interventi valutari del Giappone per diversi miliardi di dollari, soprattutto quando lo yen si è indebolito oltre soglie storiche, rendono l’acquisto di opzioni put su USD/JPY una copertura interessante. Se il core CPI dovesse accelerare oltre l’1,6% atteso, la Bank of Japan potrebbe essere costretta a irrigidire la politica monetaria prima di quanto il mercato sconti.
Puntiamo inoltre a sfruttare la divergenza tra valute legate alle materie prime, andando long su opzioni call sul Dollaro canadese (CAD) mentre USD/CAD scende verso 1,4090. L’economia canadese beneficia direttamente del rally del petrolio e i prossimi dati sulle vendite al dettaglio potrebbero fornire un ulteriore sostegno domestico. Al contempo, suggeriamo di mantenere un approccio cauto sul Dollaro australiano in vista del report sull’occupazione di giugno, utilizzando stop-loss stretti sulle opzioni AUD/USD in area 0,6995.
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