Le azioni statunitensi hanno messo a segno un rally, guidato dal comparto tecnologico: il Dow Jones è salito di 380 punti, l’S&P 500 ha guadagnato 66 punti chiudendo a 7.509 (+0,9%), il Nasdaq è avanzato di 330 punti e il Russell ha aggiunto 45 punti, mentre l’indice dei Trasporti è salito di 210 punti. L’S&P Equal Weight è cresciuto di 16 punti (+0,2%), contro un rialzo di 43 punti del paniere “Mag 7”. Otto degli 11 settori dell’S&P hanno chiuso in territorio positivo: XLK è balzato del 2,9% ed Energia ha aggiunto l’1%, mentre Sanità è salita dello 0,7% e Industriali, Beni di consumo discrezionali, Finanziari e Materiali di base hanno guadagnato ciascuno meno dello 0,3%. I Beni di consumo primari hanno perso l’1%, le Comunicazioni sono scese dello 0,7% e le Utility sono rimaste invariate. I semiconduttori hanno rimbalzato del 5,25% dopo essere stati in calo del 25% dal massimo dell’8 giugno, anche se il comparto resta in rialzo dell’80% da inizio anno dopo un +110% fino a quel picco; secondo dati UBS, gli hedge fund hanno ridotto l’esposizione long del 5% del valore lordo di mercato.
I tassi si sono mossi in direzione opposta, con prezzi obbligazionari in calo: il rendimento del 2 anni ha chiuso al 4,25%, il 10 anni al 4,62% e il 30 anni al 5,13%, mentre le probabilità implicite di un rialzo dei tassi a settembre sono salite dal 40% al 58% nell’ultima settimana. Il petrolio ha mantenuto l’attenzione sul rischio inflazione, con Brent a 94 dollari e WTI a 87 dollari, e l’oro è salito di 68 dollari ieri per poi aggiungere altri 45 dollari a 4.125, all’interno di un range 4.000–4.200. I futures USA erano più deboli, con Dow -10, S&P -15, Nasdaq -175 e Russell -5, mentre i mercati europei erano in rialzo tra lo 0,5% e l’1%. SPCX è attesa ai conti martedì 4 agosto dopo la chiusura; il 6 agosto, 911 milioni di azioni detenute da insider diventeranno vendibili, con un incremento del 145% del flottante disponibile, dopo che il titolo ha chiuso a 123,54 dollari ed era indicato circa 1 dollaro più in alto.
Posizionamento strategico per la volatilità tra azionario e reddito fisso
Dobbiamo affrontare con estrema cautela il recente rally del 5,25% dei semiconduttori, poiché l’azione di mercato di ieri sembra più un esaurimento dei venditori che un’ondata di nuovi acquisti “di convinzione”. Poiché questo rimbalzo dipende in larga misura dai risultati di questa sera delle mega-cap tecnologiche, raccomandiamo l’acquisto di straddle a breve scadenza sui principali ETF tecnologici per intercettare la volatilità in arrivo. I dati storici sulle opzioni mostrano che, in settimane di trimestrali simili dopo fasi di esaurimento, il calo della volatilità implicita può comprimere rapidamente i premi: occorre quindi sfruttare movimenti netti e immediati prima del weekend.
È necessario impostare una protezione al ribasso su SPCX in vista dei due catalizzatori: la trimestrale del 4 agosto e la scadenza del lock-up degli insider del 6 agosto. Con lo sblocco di 911 milioni di azioni—un aumento enorme del 145% del flottante—studi empirici sulle scadenze dei lock-up indicano che i prezzi tendono a subire una forte pressione ribassista quando l’offerta inonda il mercato. L’acquisto di put out-of-the-money con target nell’area di metà 80 dollari consente di coprire questo potenziale shock di offerta senza immobilizzare capitale significativo.
Con il rendimento del Treasury decennale in area 4,62% e la minaccia di superare la soglia critica del 4,75%, l’ansia sul mercato obbligazionario sta aumentando. Poiché le probabilità di un rialzo dei tassi a settembre sono balzate dal 40% al 58% nell’ultima settimana, dovremmo valutare l’acquisto di opzioni put su ETF di Treasury a lunga duration. Se i rendimenti oltrepassano il livello del 4,75%, la spinta tecnica potrebbe accelerare, rendendo i derivati ribassisti sull’obbligazionario un’efficace copertura macro per i portafogli azionari.
Coperture sul mercato delle commodity tra pressioni geopolitiche e inflazionistiche
Le tensioni geopolitiche nel Mar Rosso hanno mantenuto il Brent vicino a 94 dollari e il WTI a 87 dollari, delineando un solido caso rialzista per i derivati sull’energia nelle prossime settimane. Storicamente, conflitti prolungati in Medio Oriente incorporano un premio persistente nel prezzo del petrolio, motivo per cui dovremmo posizionarci con opzioni call su ETF del settore energia. Questa strategia non solo cattura l’upside delle commodity, ma contribuisce anche a coprire i portafogli più ampi dai timori d’inflazione che stanno scuotendo il mercato obbligazionario.
L’oro sta testando la parte alta del range 4.000–4.200, con un rialzo di 45 dollari oggi fino a 4.125. Se la frizione geopolitica e le preoccupazioni inflazionistiche dovessero persistere, ci aspettiamo un breakout tecnico rilevante sopra la resistenza di 4.200. Per sfruttarlo, dovremmo accumulare call out-of-the-money sull’oro, così da levereggiare un potenziale breakout mantenendo il rischio definito.
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