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I titoli dei semiconduttori rimbalzano in vista dei conti di Alphabet, Intel e Texas Instruments mentre cresce l’attenzione sulla spesa in conto capitale per l’IA

by VT Markets
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Jul 22, 2026

Le azioni dei semiconduttori sono passate da fanalino di coda nel tema AI a leadership alla chiusura di martedì, con il Philadelphia Semiconductor Index in rialzo del 5,2% e Micron a +12,2%. Il movimento è arrivato prima di risultati chiave di Alphabet, Texas Instruments e Intel, attesi per fornire indicazioni su domanda cloud, piani di capex e sul ciclo dei chip più in generale. Tra i recenti datapoint già incorporati nei prezzi figurano gli utili di giugno di Micron, che hanno segnalato una domanda ancora sostenuta di memoria ad alta larghezza di banda (HBM) e un’offerta più tesa, oltre al profitto record del secondo trimestre di TSMC insieme a una revisione al rialzo dell’outlook di crescita per l’intero anno. Vicor ha aggiunto un ulteriore elemento con ricavi trimestrali più robusti e un portafoglio ordini (backlog) da 380 milioni di dollari, coerente con una domanda di high-performance computing che assorbe capacità; resta però aperta la questione se gli hyperscaler riusciranno a generare abbastanza ricavi dall’AI da sostenere gli attuali livelli di spesa.

Gli utili di Alphabet si confrontano con una guidance sui capex 2026 di 180-190 miliardi di dollari e con un’attenzione più ampia su quanto la crescita di Google Cloud e il free cash flow possano supportare pesanti investimenti in data center. Sta inoltre aumentando la pressione competitiva da modelli “open-weight” più economici, come Kimi K3 di Moonshot, con i pesi del modello attesi più avanti a luglio, che potrebbero comprimere i prezzi dei modelli premium anche mentre una maggiore adozione spinge le esigenze hardware. I livelli tecnici citati includono supporti per Alphabet a 337,47-349, poi la 50-EMA in area 358, con 373 e 394,50-408,60 come resistenze superiori; al ribasso entrano in vista 296-304. Micron ha rimbalzato in prossimità della sua 100-EMA inferiore ed è rientrata nella banda della 20-EMA, mentre il petrolio in avvicinamento a 86-88 dollari aggiunge un contesto più restrittivo per utili e guidance.

Strategie di trading su derivati in un contesto di accelerazione dell’infrastruttura AI

Oggi, 22 luglio 2026, osserviamo i trader di derivati acquistare con aggressività il calo sui titoli dei semiconduttori in vista di cruciali trimestrali tech. Tuttavia, riteniamo che questa corsa possa essere prematura, dato il forte scollamento tra l’aumento dei costi dell’infrastruttura AI e l’effettiva generazione di ricavi. Le recenti previsioni di settore indicano che la spesa in conto capitale combinata dei primi quattro hyperscaler dovrebbe superare i 220 miliardi di dollari quest’anno, aumentando in modo significativo la pressione sulle prossime trimestrali affinché giustifichino queste valutazioni.

Per chi opera con opzioni, la volatilità implicita su produttori di chip come Micron è attualmente elevata, creando sia rischi sia opportunità di vendita di premio. Suggeriamo di utilizzare strategie a rischio definito, come iron condor o spread verticali, per catturare premi elevati senza esporre i portafogli a improvvisi gap down post-trimestrale. Questo approccio protegge dallo scenario in cui i risultati tech battono le attese ma innescano comunque vendite a causa di una guidance debole sul cash flow.

Dobbiamo monitorare attentamente l’azione dei prezzi di Micron in prossimità delle sue principali medie mobili per confermare se si tratti di un vero minimo o solo di un rimbalzo tecnico temporaneo. Storicamente, quando il settore dei semiconduttori registra una correzione di metà anno pari o superiore al 10%, impiega in media sei settimane per costruire una base solida. Se i livelli di supporto chiave non dovessero reggere questa settimana, i trader di derivati dovrebbero virare verso put difensive per coprire posizioni long esistenti.

Scenario macro e percorso verso ricavi AI sostenibili

Non possiamo ignorare lo scenario macro, soprattutto con il Brent che oscillа in area 85 dollari al barile, minacciando di mantenere l’inflazione “appiccicosa” e i tassi più alti più a lungo. Costi energetici superiori aumentano le spese operative dei grandi data center AI, per i quali è già previsto che la domanda globale di energia raddoppi entro la fine del 2026. Pertanto, raccomandiamo di implementare strategie long volatility su opzioni di indici più ampi per proteggersi da correzioni di mercato guidate dal macro.

Il test definitivo per le nostre operazioni è se gli hyperscaler riusciranno a dimostrare che la pesante spesa in AI si stia traducendo in veri ricavi software. I dati di mercato mostrano che, mentre l’adozione enterprise dell’AI generativa è cresciuta di quasi il 30% su base annua, la monetizzazione di questi servizi resta lenta. Finché non vedremo un percorso chiaro verso la generazione di cassa nelle prossime conference call sui risultati, dovremmo restare cauti ed evitare un eccessivo utilizzo della leva su opzioni call long.

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