USD/CHF in calo mentre le tensioni USA-Iran sostengono il dollaro e alimentano timori per le forniture energetiche nel Mar Rosso

by VT Markets
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Jul 22, 2026

USD/CHF si muoveva intorno a 0,8120 mercoledì, in calo dello 0,09% nella seduta, mentre un tono “risk-off” continuava a sostenere il dollaro USA con l’intensificarsi del conflitto in Medio Oriente. Le ostilità tra Stati Uniti e Iran si sono estese per l’undicesimo giorno consecutivo, con nuove minacce rivolte a Picaxe Mountain e avvertimenti da Teheran secondo cui qualsiasi attacco a siti collegati al nucleare allargherebbe la guerra. La tensione ha raggiunto anche le rotte marittime dopo che le forze Houthi hanno dichiarato un blocco dello Stretto di Bab el-Mandeb, inducendo tre petroliere saudite a tornare indietro nel Mar Rosso e riaccendendo i timori di interruzioni nelle forniture energetiche.

In Svizzera, il rendimento del titolo di Stato decennale oscillava attorno allo 0,45%, vicino ai massimi degli ultimi due mesi, mentre l’aumento dei costi energetici si rifletteva nelle attese di mercato su inflazione e politica monetaria. Ciononostante, la Banca nazionale svizzera ha lasciato invariato il tasso di riferimento allo 0%. Commenti di mercato hanno inoltre richiamato 70 miliardi di dollari di interventi sul mercato FX altrove e indicato l’area 0,8150/70 come resistenza tecnica, mentre i dati di posizionamento mostravano che le posizioni nette corte sul CHF sono scese per la terza settimana; previsioni separate collocavano EUR/CHF intorno a 0,92 a tre mesi e USD/CHF vicino a 0,81 nella seconda metà dell’anno.

Accelerazione dei rischi geopolitici e reazioni dei mercati

Stiamo monitorando da vicino l’escalation del conflitto in Medio Oriente e la pressione improvvisa che esercita sui corridoi energetici globali, fattore che ha spinto il Brent verso i 90 dollari al barile. Con le petroliere saudite che deviano dal Mar Rosso e le ostilità USA-Iran entrate nel dodicesimo giorno, la domanda di beni rifugio favorisce nettamente il dollaro. Questa frizione geopolitica lascia intendere che l’inflazione trainata dall’energia manterrà elevati i tassi USA, ampliando il differenziale di rendimento rispetto alla Svizzera.

Prospettive sul franco svizzero e strategie in opzioni

Riteniamo che vi sia un caso convincente per andare short sul franco svizzero, perché la Banca nazionale svizzera mantiene il tasso di policy allo 0% mentre la Federal Reserve mantiene il tasso di riferimento oltre il 5%. Questo enorme differenziale, superiore a 500 punti base, rende il possesso di dollari USA particolarmente remunerativo per gli operatori alla ricerca di rendimento. Inoltre, i policymaker svizzeri stanno di fatto tollerando un franco più debole, il che implica che non ci si debba attendere interventi aggressivi della banca centrale a sostegno della valuta.

Raccomandiamo ai trader su derivati di acquistare opzioni call su USD/CHF per posizionarsi su un potenziale breakout sopra la resistenza chiave di 0,8170. L’utilizzo di bull call spread con scadenza agosto o settembre 2026 consente di catturare il potenziale slancio rialzista proteggendo al contempo il capitale da improvvise notizie geopolitiche. In alternativa, è possibile vendere opzioni call sul CHF fuori dal denaro per incassare un premio stabile, mentre l’appeal della valuta come bene rifugio continua ad attenuarsi.

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