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Il dollaro USA tiene duro tra i rischi in Medio Oriente

by VT Markets
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Jul 22, 2026

Punti chiave

  • Mercoledì l’indice del dollaro (Dollar Index/DXY, un indicatore che misura la forza del dollaro contro un paniere di valute) è rimasto sopra quota 101, dopo quattro rialzi consecutivi.
  • Il caro petrolio e le tensioni in Medio Oriente hanno riacceso i timori di inflazione (aumento generalizzato dei prezzi) e rafforzato l’idea di una Federal Reserve più “restrittiva”, cioè meno propensa a tagliare i tassi.
  • I rendimenti dei Treasury USA (titoli di Stato americani) sono rimasti elevati, sostenendo la domanda di dollari.
  • I dati ADP (stima privata sull’occupazione nel settore privato USA) indicano un ulteriore rallentamento delle assunzioni a inizio luglio.
  • Il mercato continua ad attribuire una probabilità più alta a un rialzo dei tassi Fed a settembre.

Mercoledì l’indice del dollaro è rimasto sopra 101 dopo la quarta seduta consecutiva in rialzo, sostenuto dai rendimenti dei Treasury, dal petrolio in aumento e dal ritorno dell’incertezza geopolitica.

Gli Stati Uniti hanno condotto attacchi su obiettivi iraniani per l’undicesima notte di fila, mantenendo elevati i timori di interruzioni dell’offerta energetica e di instabilità nella regione.

Il petrolio è salito mentre i mercati valutavano l’impatto sui flussi energetici globali; gli investitori osservano se nuove pressioni sui prezzi possano influenzare le scelte della Federal Reserve (la banca centrale degli Stati Uniti).

Il dollaro ha beneficiato anche dell’aspettativa che l’energia più cara possa alimentare i timori di inflazione e ridurre le possibilità di un allentamento a breve della politica monetaria (cioè tagli dei tassi o condizioni più “morbide”).

Perché i trader guardano il dollaro

Il dollaro è guidato da tre fattori: Medio Oriente, attese sulla Federal Reserve e dati macro USA.

Il petrolio più caro è diventato centrale perché può riaccendere l’inflazione. Se l’energia resta alta, per le banche centrali diventa più difficile ridurre i tassi.

In parallelo, rendimenti più elevati sui Treasury aumentano l’attrattiva relativa degli asset USA (investimenti denominati in dollari) rispetto a alternative con rendimento più basso.

Il mercato segue anche le aspettative sulla Fed: la banca centrale è vista ferma sui tassi alla prossima riunione, ma cresce la probabilità di un rialzo più avanti nell’anno.

Escalation in Medio Oriente: domanda “bene rifugio” ancora sostenuta

Il Comando Centrale USA ha dichiarato di aver completato 11 giorni di attacchi sull’Iran, colpendo siti militari collegati a minacce contro la navigazione nello Stretto di Hormuz.

Le operazioni militari aumentano le preoccupazioni per possibili interruzioni su una delle principali rotte mondiali di transito dell’energia.

Un conflitto prolungato potrebbe mantenere il petrolio su livelli elevati e sostenere la domanda di asset difensivi (beni considerati più sicuri nelle fasi di tensione), tra cui il dollaro.

Al contrario, segnali di de-escalation potrebbero ridurre il “premio” di rischio geopolitico (sovrapprezzo legato all’incertezza) e limitare ulteriori rialzi del dollaro.

Rischi nel Mar Rosso: nuove preoccupazioni sull’energia

I mercati energetici seguono anche quanto accade oltre lo Stretto di Hormuz.

I militanti Houthi, vicini all’Iran, hanno minacciato nuove azioni contro le rotte marittime nel Mar Rosso, con il rischio che le interruzioni si estendano a più canali commerciali.

Nuove pressioni sulle rotte di navigazione potrebbero alimentare i timori sull’offerta di energia e mantenere alta l’attenzione sull’inflazione.

Per il dollaro, l’effetto dipenderà da cosa peserà di più: petrolio più caro che spinge la Fed verso una linea più dura, oppure un calo dell’incertezza geopolitica.

Dati USA: rallenta il ritmo delle assunzioni

Le assunzioni nel settore privato USA hanno rallentato ancora a inizio luglio, secondo ADP.

I datori di lavoro privati hanno aggiunto in media 16.500 posti di lavoro a settimana nelle quattro settimane fino al 4 luglio, in calo rispetto ai 19.250 del periodo precedente.

È il quarto rallentamento consecutivo, segnale che la spinta del mercato del lavoro (la velocità con cui crescono occupazione e domanda di personale) si sta moderando.

Resta però centrale il rischio inflazione legato all’energia, mentre gli operatori valutano la prossima mossa della Fed.

Livelli chiave di mercato

Livello di prezzoCosa osserva il mercato
101,8Resistenza più ampia vicino ai massimi del rimbalzo recente (resistenza = area dove il prezzo fatica a salire)
101,5Seconda area di resistenza
101,2Resistenza immediata vicino al massimo dell’ultima seduta
101,07Area di scambio attuale
100,8Supporto immediato vicino alla fase recente di “consolidamento” (movimento laterale)
100,5Area di supporto di breve periodo
100Supporto psicologico (numero tondo che spesso attira ordini)
99,8Riferimento più ampio al ribasso

L’US Dollar Index scambia intorno a 101,07 dopo una fase laterale sotto il massimo recente in area 101,20.

L’indice ha recuperato la correzione di luglio (pullback = arretramento dopo un rialzo), ma le ultime candele del grafico (barre giornaliere che mostrano apertura, massimo, minimo e chiusura) indicano un rallentamento mentre il prezzo si avvicina alla resistenza a 101,20.

Un superamento stabile di 101,20 potrebbe spostare l’attenzione su 101,50, poi sulla resistenza più ampia in area 101,80.

Al ribasso, 100,80 è il primo supporto. Una rottura sotto quest’area potrebbe aprire spazio verso 100,50; un calo più profondo riporterebbe in primo piano quota 100,00.


Scenari rialzisti e ribassisti

ScenarioSegnalePossibile reazione
Proseguimento rialzistaRottura sopra 101,20USDX potrebbe testare 101,50
Rialzo più forteSuperamento di 101,50Focus possibile su 101,80
Fase lateraleTra 100,80 e 101,20Attesa di segnali più chiari da Fed e geopolitica
Ritracciamento ribassistaDiscesa sotto 100,80USDX potrebbe tornare verso 100,50
Correzione più profondaRottura sotto 100,50L’indice potrebbe scendere verso 100,00

Lo scenario rialzista dipende dal superamento di 101,20 e da un ritorno di forza. Una rottura confermata (cioè mantenuta per più chiusure/tempo) potrebbe rafforzare il recupero e puntare a 101,50.

Lo scenario neutrale è una fase laterale tra 100,80 e 101,20, in attesa di segnali più leggibili da petrolio, Fed e geopolitica.

Lo scenario ribassista prende corpo se USDX scende sotto 100,80. Una rottura confermata potrebbe aumentare le vendite verso 100,50, con ulteriore debolezza verso 100,00.

Avvertenza

I livelli di prezzo e gli scenari indicati riflettono l’opinione dell’autore al momento della stesura e non costituiscono consulenza finanziaria né una raccomandazione ufficiale di VT Markets. Chi opera sui mercati dovrebbe fare analisi proprie e gestire il rischio con attenzione.


Perché negoziare USDX come CFD?

I CFD su USDX (Contratti per Differenza: strumenti che replicano il prezzo e regolano solo la differenza di valore, senza possedere l’attività sottostante) permettono di puntare su rialzi o ribassi dell’indice del dollaro senza detenere il paniere di valute.

Questa flessibilità è utile quando il dollaro reagisce rapidamente alle attese sulla Fed, ai segnali di inflazione, ai movimenti del petrolio, alla geopolitica e alla domanda di beni rifugio.

Se USDX supera una resistenza, si può valutare un proseguimento del rialzo. Se la spinta si indebolisce, si possono considerare scenari di correzione.

Con VT Markets, è possibile seguire in tempo reale l’andamento di USDX e confrontarlo con altri mercati CFD principali tramite un unico conto.


Domande frequenti

Perché il dollaro resta sopra 101?

Il dollaro è sostenuto da rendimenti più alti sui Treasury, petrolio in rialzo, incertezza geopolitica e dall’aspettativa che la Fed mantenga una linea restrittiva (tassi alti più a lungo).

Come influisce il petrolio più caro sul dollaro?

Il petrolio più caro può far salire le attese di inflazione e ridurre l’aspettativa di tagli dei tassi. In questo caso il dollaro tende a rafforzarsi.

Perché lo Stretto di Hormuz conta per il dollaro?

Lo Stretto di Hormuz è una rotta chiave per il transito di petrolio e gas. Rischi di blocco o attacchi possono muovere il prezzo del greggio, le attese di inflazione e la domanda di beni rifugio.

Cosa si aspetta il mercato dalla Federal Reserve?

Il mercato si aspetta tassi fermi alla prossima riunione, ma una probabilità più alta di rialzo a settembre.

Cosa potrebbe spingere USDX più in alto?

Un’escalation geopolitica, petrolio più caro, timori di inflazione più forti o aspettative di una Fed più “dura” potrebbero sostenere USDX.

Cosa potrebbe spingere USDX più in basso?

Un calo delle tensioni geopolitiche, energia meno cara, attese di inflazione più basse o dati USA più deboli potrebbero pesare sul dollaro.

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