USD/JPY ha aggiornato nuovi massimi a 40 anni martedì, scambiando a 163,19 e avvicinandosi brevemente a 163,24 mentre il dollaro USA si rafforzava contro lo yen. Il movimento arriva con il riemergere delle preoccupazioni sull’offerta energetica dopo che due petroliere cariche di greggio saudita diretto in Asia hanno deviato nel Mar Rosso in seguito a minacce da parte di Ansar Allah (Yemen), allineato con l’Iran. In questo contesto, il Dollar Index (DXY) è salito dello 0,19% a 101,18, segnando un massimo a cinque giorni. Con il cross sopra 160,00, l’attenzione si è spostata sul rischio di un intervento giapponese, pur in assenza di reazioni pubbliche da parte dei funzionari.
I prossimi catalizzatori includono il saldo della bilancia commerciale del Giappone di giugno e il report sull’inflazione di giovedì, mentre gli operatori USA guardano alle richieste iniziali di sussidi di disoccupazione del 23 luglio in vista della decisione di politica monetaria della Fed della prossima settimana. Sul piano tecnico, USD/JPY si mantiene sopra un’area “cluster” di medie mobili semplici (SMA) in prossimità di 160,75, con ulteriori livelli di riferimento a 160,00, 158,52 e 154,61, e una trendline rialzista di più lungo periodo da circa 152,10. Gli indicatori di momentum restano positivi, con l’RSI a 66,66, e i dati non evidenziano una resistenza immediata sopra i prezzi.
Trading strategico e rischi geopolitici
Raccomandiamo ai trader di derivati di prepararsi a una volatilità estrema mentre USD/JPY supera la soglia di 163,00. Questo massimo storico ci pone in stato di elevata allerta per interventi improvvisi del Ministero delle Finanze giapponese, ricordando le massicce operazioni sul mercato per 9,8 trilioni di yen (62 miliardi di dollari) durante precedenti crisi valutarie. Per gli operatori in opzioni, l’acquisto di call su JPY a breve scadenza (put su USD/JPY) offre una copertura strategica contro un brusco ritracciamento sponsorizzato dallo Stato.
I rischi geopolitici in Medio Oriente stanno alimentando questa tendenza, poiché le deviazioni delle petroliere nel Mar Rosso riaccendono i timori sull’offerta di energia. Poiché circa il 12% del commercio globale di petrolio via mare transita attraverso questo corridoio, interruzioni prolungate delle spedizioni sono destinate a mantenere elevati i prezzi dell’energia e la domanda di dollaro come bene rifugio. Suggeriamo di sfruttare call sul greggio per beneficiare di questo premio geopolitico sottostante.
Prossimi dati macro e quadro tecnico
Dobbiamo inoltre concentrarci sui dati giapponesi di questa settimana su commercio e inflazione, seguiti da vicino dalla decisione di politica monetaria della Federal Reserve la prossima settimana. Con l’inflazione core del Giappone che storicamente fatica a mantenersi in modo stabile sopra il target del 2%, qualsiasi sorpresa al rialzo potrebbe innescare una svolta più “hawkish” da parte della Bank of Japan. Per gestire questo scenario, preferiamo l’utilizzo di spread sulla volatilità implicita per catturare il decadimento del premio prima di questi annunci cruciali.
Da un punto di vista tecnico, consideriamo eventuali arretramenti verso l’area 160,00–160,75 come opportunità di acquisto all’interno di un trend rialzista più ampio. Poiché l’RSI giornaliero resta sotto la zona di ipercomprato a 66,6, il momentum rialzista ha ancora margine per proseguire. Consigliamo l’uso di opzioni knock-out con barriera per definire limiti di rischio chiari pur partecipando a questo potente trend bullish.
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