L’oro è salito di oltre l’1,50% nella sessione nordamericana di martedì, con XAU/USD in scambio a 4.071 dollari, mentre la prosecuzione degli attacchi missilistici tra Stati Uniti e Iran ha mantenuto incerte le prospettive di un cessate il fuoco. Il metallo ha avanzato nonostante il rendimento del Treasury USA decennale sia aumentato di quasi 3,5 punti base al 4,628% e il Dollar Index (DXY) abbia aggiunto lo 0,12% a 101,11. Anche i prezzi del petrolio sono saliti dopo che Ansar Allah ha minacciato attacchi al traffico marittimo nel Mar Rosso, intensificando i timori di interruzioni dell’offerta di greggio e alimentando le aspettative d’inflazione che hanno sostenuto le speculazioni su un percorso dei tassi “più alti più a lungo”.
I dati USA sono stati scarsi, con la media a quattro settimane dell’ADP Employment Change in calo a 16,5 mila da 19,25 mila, in vista delle richieste iniziali di sussidio di disoccupazione di giovedì e della riunione della Federal Reserve del 29 luglio. I dati di Prime Terminal indicano la probabilità che la Fed mantenga i tassi invariati alla prossima riunione al 78%, mentre la possibilità di un rialzo a settembre è intorno al 68%. Sul piano tecnico, l’oro ha trattato vicino ai massimi a cinque giorni in direzione di 4.100 dollari, con l’RSI vicino a 50; la resistenza si colloca in area 4.125, poi 4.134 e 4.202, con la media mobile a 50 giorni (SMA) a 4.264 oltre tale livello, mentre i supporti sono a 4.000, poi 3.959, 3.900 e 3.886. Le banche centrali hanno aggiunto 1.136 tonnellate d’oro per un valore di circa 70 miliardi di dollari nel 2022.
Domanda di beni rifugio e volatilità geopolitica
Stiamo osservando un marcato aumento delle tensioni geopolitiche che sta alimentando la domanda di beni rifugio, spingendo l’oro fino all’area dei 4.071 dollari. Considerata l’escalation degli attacchi missilistici tra Stati Uniti e Iran e le minacce al traffico nel Mar Rosso, ci aspettiamo una volatilità elevata sia nei metalli preziosi sia nei derivati energetici. La situazione richiama shock storici sulle commodity, come la crisi energetica del 2022 quando il Brent superò i 120 dollari, evidenziando quanto rapidamente i timori sull’offerta possano destabilizzare i mercati globali.
Strategie di trading e outlook tecnico
Come trader di derivati, dovremmo valutare strategie long volatility come straddle o strangle per sfruttare questi bruschi movimenti di prezzo. La volatilità implicita delle opzioni sull’oro è probabilmente destinata a salire in vista della riunione della Federal Reserve del 29 luglio, rendendo particolarmente interessanti le strategie di acquisto di premio. Se gli Stati Uniti respingessero il cessate il fuoco proposto di 10 giorni e optassero per un’azione militare, potremmo assistere a un rapido breakout, con benefici per le opzioni call long.
Per i trader di futures, raccomandiamo di monitorare con attenzione i principali livelli tecnici prima di assumere posizioni direzionali. Serve una rottura dell’immediata trendline di resistenza in area 4.125 dollari per confermare un’inversione rialzista sostenibile verso 4.202. Al ribasso, una discesa sotto il supporto psicologico di 4.000 dollari potrebbe innescare uno scivolamento ribassista rapido verso la successiva area di supporto principale a 3.959.
Nonostante l’aumento del rendimento del Treasury USA decennale al 4,628% e un Dollar Index più forte a 101,11, i flussi difensivi stanno attualmente prevalendo su questi tradizionali fattori contrari. Dobbiamo restare cauti perché i dati di mercato indicano una probabilità del 78% che la Fed mantenga i tassi invariati la prossima settimana, ma anche un 68% di probabilità di un rialzo a settembre. L’aumento dei prezzi del petrolio sta alimentando i timori d’inflazione: di conseguenza, dovremmo coprire le posizioni long sull’oro con esposizioni sui futures sui tassi d’interesse a breve termine, per proteggerci da sorprese di politica monetaria in senso più “hawkish”.
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