Il WTI si è attestato intorno a 84,40 dollari martedì, in rialzo del 2,6% in giornata, mentre i mercati prezzavano il persistere del rischio di interruzioni dell’offerta legato al conflitto tra Stati Uniti e Iran. I raid statunitensi contro l’Iran sono proseguiti per il decimo giorno consecutivo, insieme a segnalate azioni di ritorsione da parte dei Pasdaran (IRGC) e a nuove preoccupazioni per le rotte di navigazione. Anche Ansar Allah, il movimento yemenita sostenuto dall’Iran, ha dichiarato un embargo marittimo sull’Arabia Saudita nel Mar Rosso, mantenendo alta l’attenzione su potenziali vincoli intorno allo Stretto di Hormuz e allo stretto di Bab el-Mandeb, mentre i trader attendevano il report settimanale sulle scorte di greggio dell’API, previsto più tardi in sessione.
I commenti delle banche si sono concentrati sull’impatto di prezzi energetici più elevati sull’inflazione e sui costi di trasporto qualora diventasse necessario deviare le rotte via Canale di Suez o Capo di Buona Speranza. Tra i prezzi citati: il Brent a 88,45 dollari al barile in un resoconto e una chiusura separata a 89,22 dollari al barile, mentre la benzina negli Stati Uniti è stata indicata sopra i 4 dollari al gallone. OCBC ha ricordato che il Brent ha toccato l’ultima volta 126 dollari al barile a fine aprile, livello descritto come circa il 40% sopra le quotazioni attuali, e ha avvertito che un’escalation più ampia potrebbe riportare il petrolio sopra i 100 dollari al barile.
Strategie di trading in un contesto di volatilità elevata e rischio geopolitico
Con il WTI intorno a 84,40 dollari e il Brent in avvicinamento a 89 dollari, riteniamo che i trader su derivati debbano prepararsi a una volatilità più elevata nelle prossime settimane. Considerato che quasi il 20% del consumo mondiale giornaliero di liquidi petroliferi transita attraverso lo Stretto di Hormuz, qualsiasi blocco prolungato potrebbe spingere rapidamente i prezzi al rialzo. Raccomandiamo l’acquisto di opzioni call WTI a breve scadenza per sfruttare eventuali picchi improvvisi, limitando al contempo il rischio di ribasso.
Il report sulle scorte API in uscita oggi e la pubblicazione dell’EIA di domani offrono opportunità di trading immediate, poiché storicamente questi due report risultano allineati entro l’1% circa il 75% delle volte. Occorre monitorare con attenzione eventuali cali inattesi delle scorte statunitensi di greggio, che aggiungerebbero pressione rialzista “fondamentale” all’attuale premio geopolitico. Strategie opzionali come straddle o strangle possono risultare particolarmente efficaci per sfruttare le forti oscillazioni attese in occasione di questi annunci sulle scorte.
Interruzioni della navigazione e implicazioni per il mercato energetico
Se le rotte marittime continueranno a deviare dal Mar Rosso verso il Capo di Buona Speranza, i tempi di transito aumenteranno di 10-14 giorni, facendo salire i noli a livello globale. Storicamente, interruzioni analoghe durante crisi passate hanno spinto gli indici dei noli marittimi a balzi superiori al 100% nell’arco di poche settimane. Suggeriamo ai trader di valutare posizioni long sui future della benzina, poiché i margini dei prodotti raffinati tendono tipicamente ad ampliarsi per primi durante i colli di bottiglia nella logistica marittima.
Va inoltre ricordato che quest’anno ad aprile il Brent ha raggiunto 126 dollari al barile, a dimostrazione di quanto rapidamente gli shock geopolitici possano riprezzare i mercati energetici. Se il blocco marittimo contro le navi collegate all’Arabia Saudita dovesse intensificarsi, un ritorno verso la soglia dei 100 dollari è altamente probabile. Per coprirsi da questo scenario, consigliamo di costruire bull call spread sul WTI con scadenza settembre.
Inizia a fare trading ora — clicca qui per creare il tuo conto reale VT Markets.