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Dow rimbalza di 340 punti grazie alla spinta degli utili, mentre dazi e rally del petrolio alimentano i timori d’inflazione

by VT Markets
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Jul 21, 2026

Il DJIA è salito di circa 340 punti, pari allo 0,7%, martedì, interrompendo una serie di tre sedute negative dal picco di inizio luglio poco sopra 53.300. Gli acquisti hanno perso slancio in area 52.200 e, a metà giornata a New York, l’indice scambiava poco sotto quel livello, rimanendo a circa il 2% dal record. Il movimento è arrivato mentre le operazioni del CENTCOM contro l’Iran entravano nella decima notte e il greggio guadagnava il 2%, con il WTI tornato sopra 85 dollari e il Brent oltre 91, mentre sullo sfondo restava una proposta di cessate il fuoco di 10 giorni redatta da un mediatore.

Gli utili hanno fornito la principale spinta: 3M è balzata di oltre il 9% dopo risultati del secondo trimestre superiori alle attese, e GM è salita del 3% dopo aver battuto le stime su ricavi e profitti. Dati FactSet mostrano che quasi l’88% delle circa 66 società dell’S&P 500 che hanno pubblicato finora ha superato le previsioni sugli utili, con Alphabet, IBM e Tesla attese più tardi questa settimana. I semiconduttori hanno sovraperformato, con l’SOXX in rialzo del 5%: Micron +7%, Intel oltre +5% e Marvell circa +6%. Sul fronte commerciale, lunedì è entrata in vigore una tariffa USA del 50% sulla maggior parte dei beni canadesi, mentre il CPI di giugno è sceso dello 0,4% su base mensile a 3,5% a/a; la benzina è calata del 9,7%, ma i prezzi complessivi delle importazioni sono saliti del 7,1% a/a e quelli delle importazioni non energetiche del 4,2%. La Fed è in blackout in vista del 29 luglio, mentre la media a quattro settimane dell’ADP è rallentata a 16,5 mila posti di lavoro a settimana da 19,25 mila e le Nonfarm Payrolls di giugno hanno segnato 57 mila; i mercati prezzano una pausa a luglio intorno all’86%. Le richieste di sussidi di disoccupazione di giovedì sono viste a 212 mila contro 208 mila, prima dei PMI flash di venerdì: Manifatturiero 54,5 da 53,9, Servizi 51 da 51,2 e Composito da 51,9; seguono anche le vendite di nuove case dopo il calo del 7,3% di maggio. Sul piano tecnico, i livelli indicavano resistenza a 52.200 e poi 52.400, supporto a 52.000 e 51.800, con la EMA a 50 giorni vicino a 51.400 e uno Stochastic RSI intorno a 40.

Livelli strategici e coperture sulla volatilità

Consigliamo ai trader su derivati di monitorare attentamente nelle prossime settimane il supporto a 52.000 sul Dow Jones Industrial Average, come soglia critica per le posizioni rialziste. Se l’indice difende questo livello, suggeriamo l’uso di bull call spread a breve scadenza per puntare a un possibile rimbalzo verso il record a 53.300. Tuttavia, è opportuno mantenere stop-loss stretti, perché una chiusura giornaliera sotto 51.800 segnalerebbe un arretramento più profondo verso la media mobile a 50 giorni in area 51.400.

Con i prezzi delle importazioni USA in aumento a un ritmo elevato del 7,1% a/a e con l’entrata in vigore di un nuovo dazio del 50% sulle importazioni dal Canada, ci aspettiamo che l’inflazione da guerra commerciale sorprenda il mercato. Storicamente, annunci improvvisi sui dazi — come le escalation commerciali del 2018 e del 2019 — hanno innescato rapidi balzi del CBOE Volatility Index (VIX), spesso facendolo salire dai livelli in area “low teens” ben oltre 20. Riteniamo che l’acquisto di call sul VIX out-of-the-money o di put out-of-the-money sull’insieme del mercato sia un modo molto efficace e a basso costo per coprirsi da questo imminente shock daziario.

Rischio energia e strategie settoriali

Poiché il WTI è tornato a balzare sopra 85 dollari e il Brent ha superato 91 dollari durante il conflitto in corso in Iran, dobbiamo considerare il mercato dell’energia come una polveriera. Il calo temporaneo dei prezzi della benzina che aveva contribuito a raffreddare l’indice dei prezzi al consumo di giugno si è già invertito, il che implica che l’inflazione trainata dall’energia è di nuovo in risalita. Suggeriamo ai trader su derivati di acquistare call sul Brent o costruire spread verticali rialzisti sugli ETF del settore energia per beneficiare di un premio per il rischio geopolitico che gli investitori azionari stanno attualmente ignorando.

I PMI in uscita venerdì rappresenteranno un test cruciale, con il manifatturiero atteso in aumento a 54,5 mentre i servizi in calo a 51. Questa divergenza mostra in miniatura una classica “economia dei dazi”, in cui le fabbriche accelerano la produzione prima delle imposte mentre la parte dell’economia più legata ai consumatori rallenta. Proponiamo di operare su questa divergenza acquistando straddle su ETF retail e consumer discretionary, altamente sensibili a un indebolimento del settore dei servizi.

Infine, con la Federal Reserve silente in vista della riunione del 29 luglio, il mercato non avrà alcun “cuscinetto” di banca centrale se gli utili tech dovessero deludere. Con quasi l’88% delle società che hanno riportato finora risultati superiori alle attese, l’asticella per i colossi in arrivo come Alphabet e Tesla è estremamente alta. Raccomandiamo di vendere credit call spread out-of-the-money sui titoli tech prima delle pubblicazioni, incassando premio e al contempo proteggendosi da eventuali bruschi ribassi post-trimestrale.

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