BNY ha dichiarato che l’amministrazione Trump imporrà un nuovo dazio del 50% su alcuni beni canadesi, uno shock commerciale diretto che ha aumentato la pressione sui negoziati Usa–Canada e ha pesato sul Dollaro canadese (CAD). Le tariffe dovrebbero entrare in vigore tra 30 giorni e riguardano latte e panna, attrezzature da hockey e alcolici, escludendo invece le principali importazioni di risorse come energia, potassa, pesce e minerali critici. Restano inoltre fuori dalle nuove misure i beni già soggetti a dazi separati su auto e acciaio.
Washington ha giustificato la mossa ai sensi della Section 338 del Tariff Act del 1930, collegandola a presunte pratiche canadesi scorrette nei confronti di alcolici, auto e prodotti lattiero-caseari statunitensi. Funzionari Usa hanno affermato che non saranno previste esenzioni nell’ambito dell’United States-Mexico-Canada Agreement (USMCA). Il Canada ha dichiarato di aver già visto minacce simili in passato, mentre cerca di preservare l’accesso al mercato e limitare i danni interni dopo che gli Stati Uniti hanno rifiutato di rinnovare l’USMCA.
Dollaro canadese sotto pressione ribassista
Con i nuovi dazi Usa al 50% destinati a entrare in vigore in meno di 30 giorni, ci aspettiamo che il Dollaro canadese (CAD) subisca una forte pressione al ribasso. Storicamente, durante le rinegoziazioni commerciali del 2018, il “Loonie” è sceso di oltre l’8% contro il biglietto verde con l’aumento delle tensioni sul fronte commerciale. Consigliamo ai trader su derivati di posizionarsi per un test dell’area 1,45–1,47 sulla coppia USD/CAD nelle prossime settimane.
Strategie su derivati e operazioni cross-currency
Per sfruttare questo shock commerciale, raccomandiamo l’acquisto di opzioni call USD/CAD a breve scadenza, per intercettare l’immediato momentum ribassista della valuta canadese. La volatilità implicita sulle opzioni CAD a un mese sta aumentando rapidamente, rendendo le call vanilla particolarmente interessanti prima che i premi raggiungano il picco. I trader dovrebbero strutturare queste posizioni già ora, prima che il mercato incorpori pienamente l’implementazione dei dazi a fine agosto.
Suggeriamo inoltre di valutare strategie cross-currency, in particolare lo short del CAD contro valute rifugio come il Franco svizzero. Anche se le principali esportazioni energetiche canadesi sono al momento esentate, un eventuale rallentamento economico più ampio finirebbe per penalizzare i mercati locali e la dinamica dei prezzi delle risorse. Attraverso queste strategie in derivati, possiamo proteggere i portafogli da quella che sta rapidamente diventando una svolta strutturale nel commercio nordamericano.
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