L’EUR/USD si è indebolito fino a circa 1,1410 nelle prime ore degli scambi asiatici di martedì, con l’euro in calo verso 1,1400 mentre la rinnovata ostilità tra Stati Uniti e Iran ha sostenuto la domanda di dollaro USA. Il Guardian ha riferito che gli Stati Uniti hanno effettuato una decima ondata di attacchi contro l’Iran, mentre l’esercito USA ha segnalato raid contro centri di comando militari, difesa aerea e siti di sorveglianza costiera, capacità marittime, siti di lancio di missili e droni, e reti di comunicazione. L’Iran, a sua volta, ha attaccato Bahrein e Kuwait e ha colpito petroliere nello Stretto di Hormuz, mentre i ribelli Houthi dello Yemen, sostenuti dall’Iran, hanno dichiarato un embargo marittimo sull’Arabia Saudita; sono attesi più tardi i sondaggi ZEW di Germania e area euro, insieme al rapporto ADP sull’occupazione negli Stati Uniti.
Il raffreddamento dei dati sull’inflazione USA è stato citato come un fattore che potrebbe limitare le aspettative di ulteriori strette, potenzialmente mettendo un tetto ai guadagni del dollaro. I futures sui Fed funds continuano a prezzare nessuna variazione alla riunione della Federal Reserve del 29 luglio, con una probabilità implicita di mantenimento all’84,5%, in aumento dal 61,5% di un mese fa, secondo il tool CME FedWatch.
Volatilità di mercato e strategie di trading
Con l’EUR/USD in discesa verso 1,1400 a causa dell’escalation dei conflitti in Medio Oriente, dobbiamo prepararci a oscillazioni di mercato più ampie nelle prossime settimane. Gli shock geopolitici storicamente innescano forti flussi “safe haven” verso il dollaro USA, il che implica la necessità di attrezzarsi per ulteriore pressione ribassista sull’euro. Raccomandiamo ai trader su derivati di privilegiare un posizionamento difensivo e valutare l’acquisto di opzioni put a breve scadenza su EUR/USD per sfruttare questo momentum negativo.
L’improvviso incremento dell’azione militare è destinato a spingere la volatilità valutaria ben al di sopra delle recenti medie contenute. Storicamente, durante escalation geopolitiche simili, la volatilità implicita a un mese dell’EUR/USD è balzata in pochi giorni da meno del 6% a oltre l’8,5%. Suggeriamo l’acquisto di straddle o strangle su EUR/USD per beneficiare di questi movimenti di prezzo bruschi e imprevedibili senza dover scommettere su una direzione di mercato netta.
Dati in arrivo ed eventi di rischio chiave
Dobbiamo inoltre monitorare con attenzione la prossima riunione della Federal Reserve del 29 luglio, ormai distante solo otto giorni. Al momento, i futures sui tassi indicano una probabilità dell’84,5% che la Fed mantenga i tassi invariati, un balzo significativo rispetto alle probabilità del 61,5% viste il mese scorso. Questa elevata aspettativa di pausa implica che qualsiasi sorpresa in senso “hawkish” da parte della Fed potrebbe innescare un forte rally del dollaro USA, rendendo particolarmente interessanti opzioni call USD fuori dal denaro a basso costo.
L’indice ZEW sul sentiment in Germania di oggi e l’imminente rapporto ADP sull’occupazione negli Stati Uniti forniranno trigger immediati per le nostre operazioni. In passato, i conflitti geopolitici hanno provocato un calo del sentiment economico ZEW in media di 10-15 punti, il che penalizzerebbe in modo significativo l’euro se si ripetesse anche oggi. Per gestire questo rischio di breve, consigliamo di impostare stop-loss stretti su tutte le posizioni spot e futures aperte prima della pubblicazione di questi dati.
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