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Il dollaro sale leggermente mentre i rendimenti dei Treasury si rafforzano sulle tensioni in Medio Oriente, sostenendo il petrolio e mettendo sotto pressione l’oro

by VT Markets
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Jul 21, 2026

L’US Dollar Index (DXY) è salito di circa lo 0,2% a ridosso di 101,00, sostenuto da rendimenti dei Treasury USA più solidi e dal riaccendersi delle tensioni in Medio Oriente, con il decennale in avvicinamento al 4,60% mentre il rialzo dei prezzi energetici ha riattivato le preoccupazioni sull’inflazione. I dati USA più recenti, più moderati sul fronte inflattivo, hanno tuttavia attenuato le aspettative di un rialzo dei tassi della Federal Reserve a luglio e limitato i guadagni del Dollaro. Sul fronte delle materie prime, il WTI ha aggiunto circa lo 0,6% a circa 83,00 dollari al barile, mentre l’oro ha ceduto circa lo 0,2% a ridosso di 4.008 dollari per oncia troy, poiché un Dollaro più forte e rendimenti più elevati hanno aumentato il costo-opportunità di detenere un bene rifugio privo di rendimento.

Gli Stati Uniti e l’Iran hanno continuato a scambiarsi attacchi e l’Ansar Allah yemenita, allineato all’Iran, ha dichiarato un blocco navale contro l’Arabia Saudita, alimentando timori su traffici marittimi e forniture energetiche nel Golfo e nel Mar Rosso, mentre la diplomazia prosegue senza un cessate il fuoco. L’EUR/USD è sceso di circa lo 0,2% a 1,1410 in vista della Bank Lending Survey della BCE e dei dati ZEW, con il sentiment tedesco atteso a 18 contro 10,5 e la situazione corrente a -77,8 contro -81, mentre l’indicatore dell’Eurozona è previsto a 11,5 da 9,5. Il GBP/USD ha ceduto lo 0,1% a 1,3430 prima dei dati sul mercato del lavoro britannico, inclusi i salari ex-bonus al 3,4% e il tasso ILO al 5,0% dal 4,9. L’USD/JPY è avanzato dello 0,1% a 162,50 mentre le esportazioni giapponesi sono viste in aumento del 18,6% a/a e il deficit a 120 miliardi di yen contro 391,8 miliardi; l’AUD/USD è salito dello 0,2% a 0,7000 dopo che la PBoC ha mantenuto gli LPR al 3,00% e 3,50, mentre l’USD/CAD è cresciuto dello 0,3% a 1,4070 dopo che il CPI canadese è sceso dello 0,4% m/m e si è raffreddato al 2,8% dal 3,2. La sessione USA include la media preliminare ADP a quattro settimane, in precedenza 19,75 mila, senza una previsione disponibile.

Dollaro USA, materie prime e strategie su opzioni

Dovremmo posizionarci per un Dollaro USA più forte, mentre il rendimento del Treasury decennale si avvicina al 4,60% in un contesto di persistenti rischi geopolitici. Con il Dollar Index in area 101,00, i trader di derivati possono utilizzare opzioni call sul biglietto verde per sfruttare questo slancio rialzista. Storicamente, rialzi prolungati dei rendimenti dei Treasury hanno innescato flussi di capitale verso gli asset statunitensi, una dinamica che ci attendiamo prevalga nelle prossime settimane.

Con il greggio West Texas Intermediate in risalita verso 83,00 dollari, raccomandiamo l’acquisto di opzioni call a lunga scadenza sui futures del petrolio per coprirsi dal rischio di un’escalation nelle interruzioni della catena di fornitura. I transiti giornalieri attraverso il Canale di Suez e il Mar Rosso sono crollati di oltre il 50% rispetto agli anni precedenti a causa delle ostilità in corso nell’area. Questa forte compressione dell’offerta, amplificata dal blocco navale appena annunciato dallo Yemen contro l’Arabia Saudita, configura uno scenario nettamente rialzista per i derivati energetici.

La fase di consolidamento dell’oro in area 4.008 dollari l’oncia offre un punto d’ingresso strategico per acquistare put di protezione o utilizzare bull call spread. Sebbene l’aumento dei rendimenti obbligazionari tenda a penalizzare gli asset privi di cedola, le banche centrali globali hanno acquistato oltre 1.000 tonnellate metriche d’oro all’anno per due anni consecutivi, fornendo un solido “pavimento” ai prezzi. Questo sostegno istituzionale fa sì che eventuali improvvisi picchi geopolitici inneschino probabilmente rimbalzi rapidi, rendendo particolarmente interessanti strategie long volatility.

Operatività valutaria e divergenza di policy

Sul mercato valutario, dovremmo puntare sul Dollaro canadese per posizioni short tramite opzioni call su USD/CAD. L’inflazione annua canadese ha rallentato a sorpresa al 2,8% dal 3,2%, un segnale forte che la Bank of Canada allenterà la politica monetaria. Sfruttare questa divergenza di policy contro un’economia USA resiliente offre un setup ad alta probabilità mentre il cross avanza verso 1,4070.

Occorre inoltre monitorare da vicino lo Yen giapponese, con l’USD/JPY in area 162,50 a causa dell’ampio differenziale dei tassi. Sebbene le esportazioni giapponesi siano attese in aumento del 18,6% su base annua, il marcato gap di rendimento mantiene lo Yen sotto forte pressione. Dovremmo valutare l’acquisto di opzioni call di breve termine su USD/JPY, sfruttando il vantaggio del carry trade e restando al contempo vigili rispetto al rischio di un improvviso intervento governativo.

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