Il DJIA ha oscillato intorno a quota 52.000 lunedì, in calo di circa 100 punti, mentre l’S&P 500 è salito dello 0,4% e il NASDAQ Composite ha guadagnato lo 0,9%, con tutti e tre gli indici reduci da una settimana negativa. Le contrattazioni si sono svolte nel nono giorno consecutivo di attacchi statunitensi contro l’Iran, ma l’appetito per il rischio è migliorato dopo che il ministero degli Esteri iraniano ha dichiarato che gli intermediari stanno ancora scambiando messaggi e che i colloqui potrebbero proseguire laddove gli interessi nazionali lo consentano. Sul fronte energia, i prezzi alla pompa negli Stati Uniti sono tornati sopra i 4,00 dollari al gallone, anche se il WTI è rimasto intorno a 82,00 dollari e il Brent ha trattato vicino a 88,00 dollari, nonostante le continue minacce alla navigazione nello Stretto di Hormuz e un embargo marittimo dichiarato dagli Houthi contro l’Arabia Saudita, mirato al collo di bottiglia di Bab el-Mandeb.
La sovraperformance delle azioni USA è stata guidata dai semiconduttori: Micron è salita di oltre il 3%, Advanced Micro Devices ha aggiunto più del 2%, Teradyne è balzata di oltre il 5% e Astera Labs ha guadagnato più del 4%, mentre il fondo benchmark del settore è avanzato di oltre l’1% dopo la terza flessione settimanale in quattro settimane. Fuori dagli Stati Uniti, il KOSPI sudcoreano è sceso del 4,5% a causa delle vendite sui titoli legati ai chip. Sul fronte tassi, i futures sui fed funds prezzavano una probabilità dell’83% di una pausa il 29 luglio, quindi una probabilità del 76% di un primo rialzo entro settembre, quasi certezza entro fine ottobre e una probabilità del 41% di un secondo intervento entro dicembre, verso un range obiettivo del 4,00%–4,25%, senza tagli prezzati. Il calendario macro include la media a quattro settimane dell’ADP a 19,75 mila (martedì 12:15 GMT), le richieste iniziali di sussidio di disoccupazione attese a 212 mila dopo 208 mila (giovedì 12:30 GMT) e i PMI di venerdì—manifatturiero a 54,5 dopo 53,9 e servizi a 51 dopo 51,2—seguiti dalle vendite di nuove case di giugno dopo un calo mensile del 7,3% (14:00 GMT). Sul piano tecnico, la resistenza si colloca a 52.400, poi 52.700–52.800 e un record vicino a 53.300; il supporto è a 51.900, con la media mobile esponenziale a 50 giorni (EMA) intorno a 51.400 e un altro livello attorno a 51.200.
La divergenza tra azioni e tassi crea opportunità
Stiamo osservando una marcata divergenza tra il mercato azionario e quello dei tassi che i trader di derivati dovranno sfruttare nelle prossime settimane. Mentre gli investitori azionari spingono al rialzo i titoli tecnologici nella speranza di una soluzione diplomatica in Medio Oriente, gli operatori obbligazionari stanno prezzando tassi più elevati a causa dell’aumento dell’inflazione. Storicamente, quando questi due mercati divergono in modo così netto, è di norma il mercato obbligazionario ad avere ragione, il che significa che una correzione brusca dell’azionario potrebbe essere dietro l’angolo.
Dobbiamo guardare con attenzione alle pressioni sulla supply chain, con il prezzo medio della benzina negli Stati Uniti che è salito oltre i 4,00 dollari al gallone e il Brent che staziona intorno a 88,00 dollari. Anche i costi globali del trasporto merci risentono della situazione; ad esempio, il Drewry World Container Index è recentemente balzato verso i 5.000 dollari per container da 40 piedi a causa dell’aumento dei rischi di navigazione nel Mar Rosso. Questi costi in aumento indicano che la minaccia inflazionistica è molto concreta, e probabilmente costringerà la Federal Reserve a mantenere i tassi più alti più a lungo.
La prossima riunione della Federal Reserve del 29 luglio è il catalizzatore decisivo in cui questa contraddizione di mercato verrà risolta. I futures sui fed funds mostrano attualmente una probabilità dell’83% di una pausa questo mese, ma prezzano anche una probabilità del 76% di un rialzo dei tassi entro settembre. Raccomandiamo ai trader di derivati di posizionarsi per un aumento della volatilità in vista di questa decisione utilizzando long straddle sull’S&P 500 o sul Nasdaq.
Strategie operative tecniche e settoriali
Per chi si concentra sul Dow Jones, che si colloca vicino a 52.000 e non beneficia del “cuscinetto” dei semiconduttori presente in altri indici, l’impostazione tecnica è fortemente orientata al ribasso. L’indice sta segnando massimi decrescenti e una rottura al di sotto del supporto a 51.900 potrebbe spingerlo rapidamente verso la sua media mobile a 50 giorni intorno a 51.400. Per sfruttare questo scenario, privilegiamo l’acquisto di opzioni put out-of-the-money sul DJIA per coprirsi dal rischio di una sorpresa “hawkish” da parte della Fed.
Suggeriamo inoltre prudenza sul comparto semiconduttori, nonostante il recente rimbalzo sostenuto dai nuovi accordi hardware di Microsoft. Pur in presenza di un rally dei titoli dei chip, gli analisti di Wells Fargo hanno avvertito che il settore potrebbe essere ancora esposto a un “reality check” più profondo. A supporto di questa tesi ci sono anche le vendite globali sul tech, come dimostra il recente calo del 4,5% del KOSPI sudcoreano, appesantito dalle forti perdite dei principali produttori di chip come Samsung.
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