ING ha affermato che un Brent sopra i 90 dollari al barile implicherebbe tipicamente un EUR/USD sotto 1,14, ma un legame più stretto tra i prezzi dell’energia e i tassi degli swap euro a breve scadenza ha fornito sostegno. Costi energetici più elevati hanno coinciso con un restringimento dello swap spread biennale EUR/USD, con i tassi swap EUR a due anni su un nuovo massimo dell’anno; al contrario, la pubblicazione dei dati sull’inflazione USA della scorsa settimana ha lasciato i tassi USA a breve scadenza sotto i rispettivi picchi.
La banca ha mantenuto la view secondo cui EUR/USD potrebbe scivolare di nuovo sotto 1,14, indicando 1,1380 come livello di breve termine per questa settimana, e richiamando anche il rischio di un rialzo a sorpresa dei tassi da parte della Banca Centrale Europea nella riunione di giovedì. In Scandinavia, ING ha segnalato margini perché EUR/NOK estenda le perdite, con un target verso 10,95.
Posizionamento sui derivati e correlazione energia-EUR/USD
Raccomandiamo ai trader di derivati di posizionarsi per un ritorno di EUR/USD sotto 1,14, puntando al livello di 1,1380 nelle prossime settimane. Sebbene un Brent sopra i 90 dollari al barile normalmente trascinerebbe l’euro verso il basso molto più rapidamente, una forte correlazione tra i prezzi dell’energia e i tassi degli swap euro a breve scadenza sta attualmente mantenendo la valuta a galla. I trader possono sfruttare questa stabilità temporanea acquistando opzioni put EUR/USD a breve scadenza.
Questa correlazione di sostegno rispecchia schemi storici in cui l’energia cara restringe gli swap spread EUR/USD a due anni, mantenendo il cross più alto del previsto. Di recente, i tassi swap EUR a due anni hanno toccato nuovi massimi dell’anno, mentre un’inflazione in attenuazione ha impedito ai rendimenti dei Treasury USA di salire ulteriormente. Consigliamo di monitorare attentamente questi spread, poiché qualsiasi spostamento a favore del dollaro USA innescherà probabilmente un rapido movimento al ribasso.
Rischi di rialzo BCE e opportunità sulle valute scandinave
Tuttavia, dobbiamo anche considerare il rischio di un rialzo a sorpresa dei tassi da parte della Banca Centrale Europea. I policymaker potrebbero decidere di reagire a un’inflazione energetica persistente anticipando un rialzo rispetto alla tempistica di settembre ampiamente attesa. Una copertura tramite opzioni call sui tassi d’interesse in euro a breve scadenza aiuterà a proteggere i portafogli di trading da uno shock improvviso in senso “hawkish”.
Nel frattempo, la corona norvegese, ad alto rendimento e legata all’export energetico, offre un’interessante operazione alternativa. Sostenuto da solidi proventi energetici, EUR/NOK mostra segnali di rinnovata spinta ribassista. Ci aspettiamo che il cambio scenda verso 10,95, rendendo le opzioni put su EUR/NOK una scelta sensata per le prossime settimane.
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