L’indagine SAFE (Survey on the Access to Finance of Enterprises) della BCE, basata sulle risposte di oltre 5.000 imprese, mostra un allentamento delle aspettative di formazione dei prezzi. La crescita attesa dei prezzi di vendita è rallentata al 3,2% su base annua, rispetto al 3,5% della precedente rilevazione, segnalando una prospettiva di pricing più moderata nel breve periodo.
Anche le pressioni sui costi sono attese in diminuzione: le imprese stimano che i costi degli input non legati al lavoro, inclusa l’energia, aumenteranno del 5,2% su base annua, in calo dal 5,8% precedente. Le aspettative d’inflazione a uno, tre e cinque anni sono rimaste sostanzialmente invariate, mentre le attese di aumento dei prezzi di vendita, dei costi degli input non legati al lavoro e dei salari si sono tutte ridotte. L’indagine indica inoltre che la guerra in Medio Oriente sta spingendo le imprese a cercare fornitori alternativi e a migliorare l’efficienza energetica.
Implicazioni per la politica monetaria e i derivati sui tassi
Poiché l’ultima indagine SAFE della BCE evidenzia un raffreddamento delle aspettative su inflazione e costi da parte delle imprese, ci aspettiamo che nelle prossime settimane si rafforzi il caso a favore di un allentamento monetario nell’Eurozona. Con le aspettative sui prezzi di vendita in calo al 3,2% e gli input non legati al lavoro in discesa al 5,2%, la pressione sulla banca centrale a mantenere tassi elevati si sta rapidamente attenuando. Questo quadro è coerente con la prosecuzione del ciclo di tagli, che negli ultimi mesi ha già visto il tasso sui depositi scendere gradualmente verso area 2,5%.
Per i trader di derivati sui tassi, suggeriamo un posizionamento per ulteriori cali dei rendimenti andando long sui future Euribor a tre mesi. Storicamente, quando le prospettive sui costi aziendali si ammorbidiscono così rapidamente, i rendimenti dei titoli governativi tendono a seguirne l’andamento, mentre il mercato prezza una politica monetaria più accomodante. L’acquisto di opzioni sul debito sovrano dell’Eurozona o il posizionamento “receive fixed” negli interest rate swap in euro offrono in questo momento un profilo rischio/rendimento interessante.
Strategie di trading su derivati azionari e FX
Nel mercato dei derivati azionari, si può valutare l’acquisto di opzioni call su indici dei consumi discrezionali e industriali, che beneficeranno direttamente di costi degli input più bassi. Sebbene le tensioni geopolitiche in Medio Oriente stiano costringendo le aziende a individuare fornitori energetici alternativi, il calo complessivo delle attese sui costi indica che questi aggiustamenti della catena di fornitura sono già gestiti con successo. Questa resilienza rende più solide le strategie rialziste sull’azionario, soprattutto mentre il credito più conveniente inizia a sostenere i margini di profitto societari.
Infine, nei derivati valutari, ci aspettiamo che l’euro subisca pressioni al ribasso poiché la BCE potrebbe procedere con i tagli dei tassi più rapidamente della Federal Reserve. Le strategie dovrebbero concentrarsi sull’acquisto di opzioni put su EUR/USD per sfruttare questo crescente divario di politica monetaria. I recenti dati macro che mostrano l’inflazione dell’Eurozona in prossimità del target del 2,0% rafforzano ulteriormente, nel breve, una view ribassista sull’euro.
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