Moonshot AI, start-up cinese, ha lanciato Kimi K3, definito un modello “frontier-class” a pesi aperti che copre testo, immagini e video, con prezzi API fissati sotto molte alternative closed. Il rilascio ha aumentato la pressione su un’industria dell’AI a guida statunitense già sotto scrutinio per l’impennata della spesa in conto capitale, i bilanci dei hyperscaler messi sotto stress e il dubbio che i rendimenti possano giustificare le mastodontiche costruzioni di data center. Moonshot afferma che Kimi K3 può andare oltre gli use case da chatbot ed entrare in flussi di lavoro ingegneristici come progettazione di chip, ottimizzazione, verifica e simulazione, oltre a tool per sviluppatori; eventuali riscontri rafforzerebbero uno spostamento del mercato verso capacità più economiche e margini più sottili per i leader di piattaforma. La società, fondata tre anni fa, sarebbe al lavoro su una quotazione a Hong Kong entro sei mesi, mentre chiude un round di finanziamento che la valuterebbe vicino ai 30 miliardi di dollari.
Morgan Stanley indica il 1997–98 e il 2005–06 come paralleli utili, sostenendo che le azioni possono continuare a sovraperformare il credito mentre aumenta l’aggressività corporate, e preferendo posizioni long volatilità su tassi e FX. La banca osserva che il capex del Russell 1000 è cresciuto di circa il 7% annuo dal 2010 al 2025, per poi salire del 33% nel 2025; prevede +23% nel 2026 e +26% nel 2027. L’istituto cita anche volumi globali di deal annunciati in aumento del 64% anno su anno. In Europa, la quota cinese delle importazioni UE è circa il 23%, dal 21% di due anni fa, eppure lo STOXX 600 è in rialzo di circa l’8% fino a metà luglio mentre il CSI 300 cinese segna circa +1,5%. Un greggio più caro ha riacceso le preoccupazioni sull’inflazione, anche se i commenti evidenziano un raffreddamento dell’inflazione sottostante negli USA e un mercato del lavoro più morbido.
Rischi emergenti per i “moat” della tecnologia USA e rotazione globale
Riteniamo che l’era dei moat inattaccabili della tecnologia statunitense stia incrinandosi, man mano che alternative cinesi più economiche come il Kimi K3 di Moonshot arrivano sul mercato. Con Moonshot che punta a una quotazione a Hong Kong su una valutazione di 30 miliardi di dollari, il pricing “premium” degli hyperscaler USA è sotto minaccia immediata. Gli operatori sui derivati dovrebbero acquistare opzioni put out-of-the-money sui grandi gruppi statunitensi dei semiconduttori e dell’hardware per coprirsi dal rischio di una improvvisa riprezzatura dei ritorni dell’infrastruttura AI.
Con l’accelerazione globale di CapEx e attività di M&A, entriamo in una fase in cui il ciclo di mercato può ancora proseguire, ma diventerà via via più violento. In questo contesto, raccomandiamo di privilegiare la gamma rispetto alla theta, acquistando volatilità sulle opzioni invece di venderla per incassare premio. In particolare, i trader dovrebbero costruire posizioni long volatilità su opzioni su tassi d’interesse e cambi FX, dato che le banche centrali hanno meno margine per gestire shock macro.
Dispersione settoriale, rischi energia e coperture tattiche
Sebbene le importazioni europee dalla Cina siano salite al 23%, il mercato azionario europeo nel suo complesso resta sorprendentemente resiliente, con lo STOXX 600 in rialzo di circa l’8% quest’anno. Tuttavia, ciò maschera forti sofferenze nei settori manifatturiero e automotive, che stanno perdendo la guerra dei prezzi contro la Cina. Consigliamo strategie di dispersion trading, acquistando call su comparti più “isolati” come le apparecchiature europee per semiconduttori e acquistando put su esportatori vulnerabili dell’automotive e della chimica.
Il recente rimbalzo dei prezzi del petrolio, che ha riportato il Brent verso gli 85 dollari al barile, rischia di comprimere i bilanci delle famiglie e mantenere l’inflazione vischiosa. Per posizionarsi su questo rischio, suggeriamo di acquistare call rialziste su commodity energetiche e su indici di volatilità come il VIX, rimasto vicino alla propria baseline storica di 13. Offre una copertura a basso costo nel caso in cui un’inflazione persistente costringa le banche centrali a mantenere i tassi più alti più a lungo nelle prossime settimane.
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