Il WTI ha aperto con un gap rialzista e durante la sessione asiatica di lunedì ha scambiato intorno a 83,50 dollari al barile, superando quota 83,00 con l’intensificarsi del confronto tra Stati Uniti e Iran e l’aumento delle preoccupazioni per possibili interruzioni dei flussi di greggio dal Medio Oriente. Il petrolio è salito di quasi il 20% a luglio dopo il fallimento di un accordo di pace provvisorio, la reintroduzione da parte degli Stati Uniti di un blocco dei porti iraniani e l’intensificazione, da parte di Teheran, degli attacchi al traffico marittimo nei pressi dello Stretto di Hormuz.
Gli Stati Uniti hanno condotto la nona notte consecutiva di attacchi su obiettivi iraniani, mentre funzionari iraniani hanno dichiarato che il cessate il fuoco è di fatto stato abbandonato. Il conflitto si è esteso nella regione, con sirene antiaeree in Bahrein dopo che l’Iran ha lanciato missili balistici e droni d’attacco “one-way” verso siti in Bahrein, Giordania, Kuwait e Iraq. Le forze armate statunitensi hanno riferito di un terzo militare ucciso in due giorni, mentre infrastrutture come ponti, reti di pubblica utilità e impianti portuali sono finite sotto attacco; nel fine settimana Kuwait Petroleum Corp. ha dichiarato che un raid iraniano ha colpito sabato una delle sue strutture petrolifere.
Strategie di trading in un contesto di volatilità in aumento
Con il WTI balzato oltre 83,50 dollari sulla scia dell’aumento delle tensioni USA-Iran, riteniamo che i trader in derivati debbano prepararsi a una volatilità estrema nelle prossime settimane. Poiché lo Stretto di Hormuz rappresenta circa il 20% dei consumi mondiali giornalieri di liquidi petroliferi, eventuali ulteriori blocchi potrebbero facilmente spingere i prezzi oltre 90 dollari. Raccomandiamo di posizionarsi per rapidi movimenti al rialzo, gestendo rigorosamente il rischio di improvvise richieste di margine.
Storicamente, l’escalation dei conflitti in Medio Oriente porta a un’impennata del Cboe Crude Oil Volatility Index (OVX), gonfiando in modo significativo i premi delle opzioni call out-of-the-money. Per gestire questo scenario, suggeriamo di operare tramite bull call spread anziché acquistare call “nude”, così da compensare l’elevato costo della volatilità implicita. Questo approccio consente di cogliere l’upside del rally del 20% di luglio senza pagare eccessivamente i premi delle opzioni.
Gestione del rischio e dislocazioni di mercato
Occorre inoltre monitorare i calendar spread sul WTI (scadenza pronta), poiché minacce severe all’offerta in genere spingono il mercato in una marcata backwardation. Durante precedenti crisi geopolitiche, i future sul primo mese hanno registrato picchi di premio superiori a 2,00 dollari al barile rispetto al secondo mese. Consigliamo di mantenere dimensioni delle posizioni più contenute del normale per resistere agli inevitabili gap di prezzo notturni in un mercato così rapido.
Infine, poiché il conflitto si sta estendendo fino a minacciare le infrastrutture regionali, ci aspettiamo un indebolimento delle correlazioni più ampie di mercato. Si può valutare il trading del rapporto oro/petrolio, che spesso si comprime durante i grandi shock energetici quando il greggio sovraperforma le altre materie prime. L’acquisto di opzioni call WTI a breve scadenza, mantenendo al contempo posizioni difensive sull’azionario più ampio, può aiutarci ad attraversare le settimane di instabilità che ci attendono.
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