La flessione del mercato immobiliare cinese raggiunge il quinto anniversario nel luglio 2026, con i prezzi delle case a livello nazionale descritti come su un percorso a “L” e una spaccatura a “K” tra le città di prima fascia (Tier-1) e quelle di fascia inferiore. La stabilizzazione localizzata nei mercati top-tier non si è tradotta in una ripresa più ampia, poiché domanda debole, condizioni di finanziamento più restrittive e venti contrari demografici continuano a deprimere l’attività. Le misure di policy si sono concentrate sulla gestione del declino, includendo tassi dei mutui più bassi, riduzione degli acconti e iniziative per consentire ai governi locali di acquistare abitazioni invendute, ma i vincoli strutturali restano.
Gli investimenti immobiliari sono al 53% del picco di luglio 2021, mentre le nuove costruzioni (housing starts) sono scese al 24% dei livelli precedenti, segnalando un freno prolungato da parte dell’edilizia. I completamenti tengono meglio, al 55%, anche se il sostegno viene descritto come guidato dalle politiche. Con la migrazione dalle aree rurali a quelle urbane che ha già raggiunto il massimo e i tassi di natalità in calo, il bacino dei primi acquirenti si restringe, rafforzando un aggiustamento lungo e graduale, simile alla “digestione” prolungata della Spagna più che a un rapido rimbalzo, mentre il capitale viene riallocato verso tecnologie verdi, veicoli elettrici e attrezzature industriali avanzate.
Strategie su derivati per una flessione immobiliare di lungo periodo
Con il mercato immobiliare cinese che questo mese segna cinque anni di stagnazione, raccomandiamo ai trader di derivati di posizionarsi per una debolezza prolungata delle commodity legate alle costruzioni. Con le nuove costruzioni in Cina ferme ad appena il 24% del picco del 2021, i metalli industriali come minerale di ferro e rame affrontano forti venti contrari della domanda nelle prossime settimane. Dovremmo valutare l’acquisto di opzioni put sui future del minerale di ferro quotati al Singapore Exchange (SGX), che hanno faticato a mantenere il livello di 90 dollari per tonnellata metrica a causa di questo rallentamento strutturale.
Al contrario, la decisa riallocazione del capitale da parte di Pechino implica puntare su derivati rialzisti nei settori cinesi dell’energia verde e della manifattura avanzata. Gli investimenti cinesi nella manifattura high-tech sono aumentati di oltre il 10% su base annua nella prima metà del 2026, mostrando dove sta effettivamente affluendo la liquidità indirizzata dallo Stato. L’acquisto di opzioni call su ETF che replicano veicoli elettrici e tecnologie verdi cinesi ci aiuterà a intercettare questo enorme pivot strutturale.
Valuta e strategie azionarie regionali in un contesto di divergenza di mercato
Ci aspettiamo inoltre che lo yuan cinese rimanga sotto pressione al ribasso, poiché la banca centrale mantiene bassi i tassi d’interesse per gestire questa transizione dolorosa. Operare long su opzioni call USD/CNH offre un modo affidabile per coprirsi contro ulteriori allentamenti monetari da parte della People’s Bank of China. Storicamente, quando una grande economia attraversa un processo pluriennale di deleveraging immobiliare, come la “digestione” decennale della Spagna dopo il 2008, la svalutazione della valuta diventa un necessario ammortizzatore degli shock economici.
Infine, possiamo sfruttare la marcata divergenza all’interno del mercato immobiliare cinese facendo trading su azioni di developer regionali. Invece di scommesse ampie sull’intero comparto, dovremmo acquistare put su sviluppatori privati esposti alle città di fascia inferiore, mantenendo invece selettivamente call su società sostenute dallo Stato nei poli Tier-1. Questa strategia opzionale mirata consente di trarre profitto dall’ampliamento del divario di performance tra aree metropolitane più resilienti e mercati provinciali in difficoltà.
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