Il peso messicano si è indebolito contro il dollaro USA nella sessione nordamericana di venerdì, cedendo oltre lo 0,65% mentre il biglietto verde ha trovato sostegno nella domanda di beni rifugio legata alle tensioni tra Stati Uniti e Iran. USD/MXN si è scambiato intorno a 17,53 dopo aver recuperato da un minimo a 17,41. Il tono di rischio più ampio si è attenuato con la vendita di titoli dei chip, mentre l’aumento dei prezzi del petrolio ha riacceso il dibattito su un’eventuale ulteriore stretta della Federal Reserve, riducendo un differenziale di tasso che in precedenza aveva sostenuto il peso, che aveva avviato il suo ciclo di apprezzamento all’inizio del 2025.
I dati USA hanno offerto segnali contrastanti sui tassi. L’indice di fiducia dei consumatori dell’Università del Michigan per luglio è salito a 54 da 50,7 e le aspettative d’inflazione sono scese, mentre il Dollar Index (DXY) è avanzato dello 0,05% a 100,76. La prossima settimana l’attenzione si sposta su vendite al dettaglio, occupazione e inflazione di metà luglio in Messico, mentre il calendario USA include dati sul lavoro e i PMI flash di S&P Global in vista della riunione della Fed del 29 luglio. Sui grafici, USD/MXN era quotato a 17,5333, con resistenza in area 17,5456 e una resistenza di più lungo periodo intorno a 18,1200; il supporto si collocava sul cluster delle medie mobili semplici a 50/100/200 giorni in area 17,3856, mentre l’RSI a 14 giorni oscillava intorno a 54,8.
Pressioni geopolitiche e flussi verso i beni rifugio
Stiamo osservando il peso messicano sotto forte pressione mentre le tensioni geopolitiche in Medio Oriente spingono gli investitori verso il dollaro USA, bene rifugio. In particolare, i conflitti in corso nell’area dello Stretto di Hormuz minacciano le catene di approvvigionamento globali, un fattore che storicamente alimenta volatilità e indebolisce le valute dei mercati emergenti. Con USD/MXN attualmente intorno a 17,53, consigliamo ai trader su derivati di posizionarsi per una prosecuzione della dinamica rialzista di questo cross nelle prossime settimane.
I recenti dati USA supportano questa view positiva sul biglietto verde: l’indice di fiducia dei consumatori dell’Università del Michigan è salito a 54. Inoltre, con esponenti della Federal Reserve che avvertono come l’inflazione sia ancora troppo elevata, il mercato prezza un percorso dei tassi “più alti più a lungo”. Riteniamo che questo contesto macro renda l’acquisto di opzioni call USD/MXN a breve scadenza un modo efficiente per catturare eventuali improvvisi strappi rialzisti del dollaro.
Rischi domestici messicani e impostazione tecnica
Sul fronte interno, monitoriamo con attenzione i prossimi dati messicani su vendite al dettaglio, occupazione e inflazione di metà luglio. Se l’inflazione in Messico dovesse raffreddarsi più rapidamente del previsto, la banca centrale (Banxico) potrebbe allentare la politica monetaria, comprimendo rapidamente il vantaggio di rendimento del peso. I trader su derivati dovrebbero valutare l’utilizzo di opzioni put sul peso per coprirsi da questi rischi domestici in arrivo.
Dal punto di vista tecnico, USD/MXN si mantiene sopra le principali medie mobili a 50, 100 e 200 giorni, raggruppate in area 17,38. Consigliamo di osservare la resistenza immediata a 17,54: una rottura netta sopra questo livello potrebbe aprire spazio verso il successivo target chiave a 18,12. Per sfruttare questa configurazione, i trader possono considerare bull call spread per contenere il costo del premio pur posizionandosi per un breakout.
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