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L’oro avanza leggermente mentre le tensioni tra USA e Iran alimentano i timori d’inflazione e mantengono elevate le probabilità di un rialzo dei tassi della Fed

by VT Markets
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Jul 18, 2026

L’oro è salito di circa lo 0,92% venerdì, con XAU/USD scambiato a 4.013 dollari dopo aver toccato un minimo intraday di 3.959 dollari, mentre il riaccendersi delle ostilità tra Stati Uniti e Iran ha spinto al rialzo i prezzi dell’energia e alimentato i timori d’inflazione. Le notizie di un’ulteriore escalation hanno pesato sulla propensione al rischio, anche se le azioni statunitensi hanno continuato a recuperare, contribuendo a sostenere la domanda per il metallo privo di rendimento. Axios ha riferito che l’amministrazione Trump starebbe inviando decine di ulteriori aerei cisterna per il rifornimento in volo verso Israele, in vista di una possibile espansione delle operazioni militari.

I dati USA sono stati contrastati per il bullion. L’indice di fiducia dei consumatori dell’Università del Michigan per luglio è migliorato a 54 da 50,7, mentre le aspettative d’inflazione a un anno sono scese al 4,2% dal 4,6% e quelle a cinque anni sono rimaste al 3,3%. Sui mercati dei tassi, Prime Terminal indicava una probabilità di quasi il 61% di un rialzo della Fed alla riunione del 28 ottobre, mentre per la decisione di luglio è prezzata un’assenza di variazioni con una probabilità del 76%; inoltre, il calendario della prossima settimana include i dati sul lavoro e i PMI flash di S&P Global prima del blackout in vista della riunione del 29 luglio. Sul piano tecnico, l’RSI resta sotto 50; il supporto si colloca a 4.000 dollari e poi a 3.959, 3.900 e 3.886 dollari, mentre la resistenza è vista in area 4.125–4.175, seguita dalla media mobile a 50 giorni a 4.291 dollari e dalla media mobile a 200 giorni a 4.495 dollari, prima di 4.500.

Tensioni geopolitiche e pressioni inflazionistiche influenzano l’oro

Mentre osserviamo l’escalation del conflitto tra Stati Uniti e Iran, le tensioni geopolitiche stanno spingendo al rialzo i prezzi dell’energia e mantengono l’oro volatile in prossimità di 4.013 dollari. Sebbene questi timori abbiano temporaneamente sostenuto il metallo, va ricordato che l’aumento dei costi energetici alimenta l’inflazione, incrementando la probabilità di un rialzo dei tassi della Federal Reserve più avanti quest’anno. Storicamente, gli shock geopolitici generano picchi di breve periodo sull’oro, ma le minacce persistenti di rialzi dei tassi spesso ne limitano i guadagni.

Nonostante l’oro abbia riconquistato il livello chiave dei 4.000 dollari, l’impostazione tecnica complessiva resta ribassista, con il Relative Strength Index sotto la soglia neutrale di 50. Per i trader di derivati, consigliamo l’acquisto di opzioni put o la costruzione di bear call spread in prossimità della zona di resistenza 4.125-4.175 dollari. Se l’oro non dovesse riuscire a superare questa trendline discendente, ci aspettiamo una rapida discesa verso i livelli di supporto chiave a 3.959 e 3.900 dollari.

Strategie di trading e outlook di mercato in vista delle principali pubblicazioni macro

Con la prossima settimana che porterà dati cruciali sul lavoro negli USA e i PMI Flash di S&P Global subito prima della riunione Fed del 29 luglio, prevediamo un forte aumento della volatilità implicita. I trader possono sfruttarlo utilizzando long straddle o strangle per trarre profitto da movimenti marcati in entrambe le direzioni, man mano che il mercato digerisce questi indicatori economici. Questo approccio è particolarmente credibile, dato che in passato i periodi di volatilità nella fase di blackout pre-riunione hanno spesso portato a oscillazioni nette e di breve periodo sui derivati del bullion.

Dobbiamo inoltre monitorare attentamente il mutamento delle aspettative sui tassi, con i mercati che attualmente prezzano una probabilità del 61% di un rialzo in ottobre. Questo contesto hawkish, supportato dai recenti commenti di funzionari Fed, implica che qualsiasi rimbalzo di sollievo dell’oro probabilmente incontrerà una forte pressione in vendita in prossimità della media mobile a 50 giorni a 4.291 dollari. Nelle prossime settimane la nostra priorità sarà posizionarci per un trend ribassista di medio periodo, coprendoci al contempo dal rischio di improvvise notizie geopolitiche.

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