Il Dow Jones Industrial Average si è attestato vicino a 52.250 punti venerdì, in calo di quasi 300 punti, dopo essere scivolato poco sotto 52.000 nelle prime ore prima di rimbalzare di oltre 600 punti fino a circa 52.600. I dati diffusi in precedenza sono risultati contrastanti: gli avvii di nuovi cantieri residenziali (housing starts) si sono attestati a un ritmo annualizzato di 1,43 milioni contro 1,31 milioni del consenso, i permessi di costruzione (building permits) sono scesi a circa 1,37 milioni e la produzione industriale è aumentata dello 0,1% m/m contro lo 0,2% atteso. Alle 14:00 GMT, l’indice preliminare di luglio sulla fiducia dei consumatori dell’Università del Michigan è salito a 54,4 contro 51, mentre le aspettative d’inflazione dei consumatori a un anno sono scese al 4,2% e la misura a cinque anni è rimasta al 3,3%. I futures sui tassi hanno riflesso un orientamento di politica monetaria più restrittivo, implicando circa l’86% di probabilità di tassi invariati il 29 luglio, circa il 57% di probabilità di almeno un rialzo entro settembre e quasi l’80% di probabilità di almeno un rialzo entro dicembre.
Altrove, l’S&P 500 era in calo di oltre l’1% nella settimana e il NASDAQ di oltre il 2%, mentre i semiconduttori erano in flessione di oltre il 17% questo mese; Netflix scambiava a oltre l’8% in calo. All’interno del Dow, Travelers è salita di oltre l’8% dopo aver riportato un EPS di 10,04 dollari contro 5,41 su un utile netto vicino a 2,2 miliardi di dollari, e Apple ha superato Nvidia come società statunitense a maggiore capitalizzazione. Il CENTCOM ha riferito di una sesta notte consecutiva di attacchi contro decine di obiettivi, mentre il West Texas Intermediate si manteneva sopra 81,00 dollari e il Brent sopra 86,00 dollari. La prossima settimana sono attesi i risultati di 3M, IBM, Honeywell, American Express e Verizon, insieme a quelli di Alphabet e Tesla, oltre alla media ADP delle buste paga su quattro settimane (martedì 12:15 GMT), alle richieste di sussidi di disoccupazione (consenso 212 mila contro 208 mila precedente, giovedì 12:30 GMT) e ai PMI S&P Global (venerdì 13:45 GMT; letture precedenti 53,9 e 51,2) prima delle vendite di nuove case di giugno alle 14:00 GMT. I livelli tecnici citati erano resistenze a 52.600 e 52.800, un massimo storico poco sopra 53.300, e supporti poco sotto 52.000, quindi 51.400 in prossimità della EMA a 50 giorni in rialzo.
—Prospettive di breve termine e strategie di trading sul Dow
Suggeriamo ai trader su derivati di adottare un’impostazione prudente e ribassista di breve sul Dow Jones Industrial Average, mentre fatica a mantenere il livello di 52.250. L’indice ha recentemente restituito un rialzo di 600 punti, segnalando che i venditori sono molto attivi ogni volta che il mercato tenta di superare la resistenza a 52.600. Storicamente, quando lo Stochastic RSI giornaliero si ripiega verso il basso da area di ipercomprato, come sta accadendo ora, l’indice tende a subire una pressione ribassista persistente nelle settimane successive.
Raccomandiamo di vendere opzioni call o acquistare opzioni put vicino at-the-money in prossimità di 52.600 per sfruttare l’indebolimento del momentum. Se l’indice dovesse scendere sotto il supporto chiave a 52.000, ci aspettiamo una discesa rapida verso la media mobile esponenziale a 50 giorni in area 51.400. I trader dovrebbero mantenere stop-loss stretti su queste posizioni, poiché una chiusura giornaliera sopra 52.800 invaliderebbe questo scenario ribassista.
—Rotazione settoriale, fattori macro di supporto e rischio di policy della Fed
Stiamo assistendo a una rotazione significativa fuori dai titoli tecnologici più performanti e verso componenti difensive del Dow, più esposte a value. Con il Nasdaq in calo di oltre il 2% questa settimana e i semiconduttori sotto forte pressione, coprire un’esposizione long sulla tecnologia con derivati legati al Dow è una mossa logica. Le ricerche indicano che, durante fasi di aumento del conflitto globale e di elevati costi energetici, gli indici value tendono storicamente a sovraperformare i settori growth di una media del 3,2% al mese.
Con il WTI sopra 81,00 dollari e il Brent sopra 86,00 dollari, i costi energetici elevati mantengono sul tavolo un’impostazione monetaria più aggressiva. Questo contesto macro favorisce direttamente i flussi di cassa dell’industria pesante rispetto alle società tech “long duration”, molto sensibili ai tassi d’interesse. I trader su derivati possono sfruttare tale divergenza strutturando call spread long su blue chip del Dow come Caterpillar o Honeywell in vista delle prossime trimestrali.
La Federal Reserve entra nel periodo ufficiale di “blackout” questo fine settimana in vista della decisione sui tassi del 29 luglio, rendendo il mercato particolarmente sensibile ai dati macro in arrivo. Le stampe preliminari dei PMI S&P Global di venerdì prossimo saranno potenzialmente il principale catalizzatore, soprattutto ora che i futures sui tassi prezzano una probabilità del 57% di un rialzo entro settembre. Consigliamo di ridurre la leva complessiva in vista di queste pubblicazioni, poiché un aumento inatteso dei costi manifatturieri potrebbe innescare una brusca correzione azionaria.
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