L’EUR/USD è rimasto stabile venerdì, mentre i mercati hanno rivalutato gli effetti inflazionistici di prezzi del petrolio più elevati dopo che le tensioni in Medio Oriente hanno interrotto i flussi energetici attraverso lo Stretto di Hormuz. Il cross scambiava intorno a 1,1438 ed era avviato a chiudere la settimana con guadagni contenuti. Il petrolio è salito di circa il 12% questa settimana, mantenendo in primo piano la prospettiva di una politica monetaria “più restrittiva più a lungo”, anche se l’inflazione di giugno sia negli Stati Uniti sia nell’Eurozona è risultata più debole del previsto, attenuando le aspettative di rialzi dei tassi nel breve termine.
La BCE dovrebbe lasciare i tassi invariati al 2,25% nella riunione della prossima settimana dopo l’aumento di 25 punti base di giugno, mentre i mercati prezzano pienamente un rialzo a settembre. Negli Stati Uniti, il pricing di una mossa imminente della Fed si è raffreddato, ma i mercati incorporano ancora una probabilità di circa il 75% di un rialzo entro dicembre, secondo il CME FedWatch Tool. Il Dollar Index (DXY) è rimasto piatto in area 100,76 dopo aver toccato 100,35 mercoledì. Separatamente, l’indice preliminare di fiducia dei consumatori dell’Università del Michigan è salito a 54,4 a luglio da 49,5, sopra la stima di 51; le aspettative d’inflazione a un anno sono scese a 4,2% da 4,6%, mentre la misura a cinque anni è rimasta ferma a 3,3%.
Mercati energetici e strategie sulla volatilità
Consigliamo ai trader su derivati di coprirsi da ulteriori shock dei prezzi energetici acquistando opzioni call out-of-the-money sul Brent. Con il petrolio in rialzo del 12% questa settimana per via delle tensioni nello Stretto di Hormuz, la volatilità sull’energia torna protagonista, richiamando passati shock di offerta quando il Brent si impennò verso 90 dollari. Acquistare protezione ora consente di bloccare un’esposizione rialzista a costi contenuti nel caso in cui le interruzioni dell’offerta in Medio Oriente peggiorino nelle prossime settimane.
Per la coppia EUR/USD, attualmente in consolidamento vicino a 1,1438, raccomandiamo una strategia in opzioni di long strangle per intercettare un imminente breakout di volatilità. Anche se oggi il mercato è tranquillo, il conflitto tra un’inflazione di giugno morbida e costi energetici in aumento probabilmente innescherà un movimento marcato. Storicamente, periodi simili di scambi piatti in presenza di tensioni geopolitiche si risolvono in un rapido breakout di 150 pip una volta concluse le riunioni delle banche centrali.
Idee su tassi e opzioni valutarie
Sul mercato dei tassi, suggeriamo di acquistare put su Euribor con scadenza settembre, restando al contempo cauti sui rialzi della Fed nel breve periodo. La BCE dovrebbe mantenere i tassi al 2,25% la prossima settimana, ma la persistenza di prezzi energetici elevati rende molto probabile un rialzo a settembre. Dall’altro lato, la probabilità di mercato del 75% per un rialzo Fed entro dicembre appare ora eccessiva, dopo che le aspettative d’inflazione USA a un anno sono scese al 4,2%.
Infine, vediamo un’opportunità di acquistare put sul Dollar Index in prossimità dell’attuale livello di 100,76. Il recente rimbalzo del biglietto verde dal minimo delle ultime tre settimane a 100,35 è verosimilmente temporaneo, poiché i dati macro sottostanti indicano un mercato del lavoro in fase di stabilizzazione più che un ciclo di irrigidimento aggressivo. Le evidenze storiche mostrano che quando le aspettative d’inflazione a cinque anni restano ancorate al 3,3%, il dollaro USA fatica a sostenere rialzi in assenza di aumenti effettivi dei tassi.
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