Il rinnovato rischio geopolitico sta concentrando l’attenzione sulle rotte di trasporto del petrolio dopo che l’Iran ha nuovamente minacciato di bloccare lo Stretto di Bab al-Mandab, un corridoio utilizzato per le esportazioni saudite deviate dallo Stretto di Hormuz. Il Brent è salito di quasi il 12% da venerdì scorso e un’interruzione a Bab al-Mandab aggiungerebbe ulteriore pressione rialzista sui prezzi. Negli ultimi giorni si è inoltre assistito a uno scambio di attacchi militari che ha spinto al rialzo sia i prezzi del petrolio sia quelli del gas.
Anche i fondamentali di mercato restano sotto osservazione. La lavorazione del greggio potrebbe aumentare di nuovo a luglio dopo la revoca del divieto di esportazione dei prodotti petroliferi. In parallelo, le importazioni di greggio potrebbero crescere questo mese, con l’arrivo nei porti cinesi delle petroliere che sono riuscite a transitare lo Stretto di Hormuz a giugno.
Impennata del prezzo del Brent e volatilità tra le tensioni in Medio Oriente
Stiamo osservando un balzo dei prezzi del Brent di quasi il 12% nell’ultima settimana a causa dell’intensificarsi delle tensioni militari in Medio Oriente. Con l’Iran che minaccia di bloccare lo strategico Stretto di Bab al-Mandab, attraverso cui transitano quasi 8 milioni di barili di petrolio al giorno, la volatilità è destinata ad aumentare bruscamente. Gli operatori sui derivati dovrebbero prepararsi a rapidi movimenti di prezzo, poiché questi rischi geopolitici restano fortemente incorporati nelle opzioni a breve scadenza.
Al tempo stesso, la domanda fisica si sta irrigidendo, poiché le importazioni cinesi dovrebbero aumentare questo mese. I dati di shipping mostrano che l’arretrato di petroliere che ha superato lo Stretto di Hormuz a giugno sta finalmente arrivando nei porti cinesi, sostenendo la domanda fisica di greggio. Storicamente, questo squilibrio tra offerta e domanda spinge i contratti futures sulla prima scadenza in una marcata backwardation, favorendo posizioni lunghe sugli spread di calendario.
Strategie di trading e paralleli storici
Raccomandiamo ai trader di acquistare opzioni call out-of-the-money sul Brent per coprirsi da un improvviso shock di offerta nel caso in cui il blocco si materializzi. L’uso di bull call spread può limitare il costo del premio pur consentendo di partecipare al rialzo in caso di corsa verso i 95 dollari al barile. Per chi opera sulla volatilità, appare prudente posizionarsi long sulla volatilità implicita tramite straddle, poiché il mercato sottostima il tail risk di una chiusura totale del Mar Rosso.
Guardando alle precedenti crisi nel Mar Rosso, analoghe interruzioni del traffico marittimo hanno causato un raddoppio dei noli e un balzo dei prezzi del petrolio del 15% nell’arco di poche settimane. Se la rotta di Bab al-Mandab venisse chiusa, la deviazione delle petroliere attorno al Capo di Buona Speranza aggiungerebbe 10-14 giorni ai tempi di transito. Ci aspettiamo che questo ritardo dell’offerta comprima fortemente le qualità di greggio dolce europee, rendendo particolarmente interessanti posizioni lunghe sugli spread Brent-WTI.
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