L’oro si è mantenuto sotto quota 4.000 dollari venerdì, scambiando intorno a 3.992 dollari dopo un minimo intraday a 3.959 dollari, il livello più debole dal 1° luglio, rimanendo inoltre avviato verso un secondo calo settimanale consecutivo. Il movimento è arrivato mentre il dollaro USA recuperava dalla precedente debolezza legata a dati d’inflazione statunitense più moderati, limitando il potenziale rialzo del metallo. Il Dollar Index (DXY) era intorno a 100,76 dopo aver toccato 100,35 mercoledì, minimo di oltre tre settimane, mentre i mercati prezzavano circa il 73% di probabilità di un rialzo dei tassi della Federal Reserve entro dicembre.
Le tensioni geopolitiche hanno aggiunto pressione al quadro macro, con gli USA che hanno condotto attacchi contro l’Iran per la sesta notte consecutiva e Teheran che ha lanciato attacchi con missili e droni contro installazioni statunitensi in tutto il Medio Oriente; i Guardiani della Rivoluzione iraniani hanno dichiarato che nessuna esportazione di petrolio o gas passerà attraverso lo Stretto di Hormuz finché proseguiranno gli attacchi USA. Sul fronte dei dati statunitensi, l’indice di fiducia dell’Università del Michigan è salito a 54,4 a luglio da 49,5 a giugno, sopra la previsione di 51; le aspettative d’inflazione a un anno sono scese al 4,2% dal 4,6% e la misura a cinque anni è rimasta al 3,3%. Sul piano tecnico, XAU/USD è rimasto sotto la SMA a 20 giorni a 4.072 dollari, con RSI a 39,12 e ADX vicino a 39,77; le resistenze sono state individuate a 4.072, 4.199–4.200 e 4.400 dollari, mentre i supporti si collocavano vicino a 3.945 e 3.800 dollari.
Strategie di trading in presenza di momentum ribassista
Consigliamo ai trader in derivati di privilegiare posizioni short sull’oro (XAU/USD) nelle prossime settimane, poiché il metallo prezioso fatica sotto la soglia critica dei 4.000 dollari. Con l’RSI tecnico su un debole 39,12, ci aspettiamo che i venditori spingano i prezzi verso la banda inferiore di Bollinger a 3.945 dollari. Se questo livello di supporto immediato dovesse cedere, potremmo assistere a una rapida scivolata verso il principale “pavimento” orizzontale a 3.800 dollari.
Per sfruttare questo momentum al ribasso, raccomandiamo l’acquisto di opzioni put at-the-money con scadenza a fine agosto. Questa strategia protegge il capitale dalla volatilità di breve periodo, catturando al contempo il trend ribassista più ampio sostenuto da un dollaro USA più forte. In alternativa, i trader possono impostare stop-loss appena sopra la resistenza a 4.072 dollari per gestire il rischio su posizioni short dirette.
Copertura del portafoglio con strumenti su energia e valute
Inoltre, dovremmo valutare di coprire i portafogli assumendo posizioni long sul Brent e sul Dollar Index (DXY), che al momento tiene a 100,76. Poiché lo Stretto di Hormuz gestisce circa 20 milioni di barili di petrolio al giorno, le tensioni militari in corso tra USA e Iran probabilmente manterranno elevati i prezzi dell’energia e alimenteranno l’inflazione. Storicamente, minacce prolungate a questa rotta marittima vitale hanno spinto il prezzo del petrolio al rialzo del 10%–15% nel giro di poche settimane, mantenendo la Federal Reserve su toni hawkish e deprimendo ulteriormente l’oro.
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