La sterlina ha esteso il suo calo contro il dollaro USA per una seconda seduta venerdì, con GBP/USD in ribasso dello 0,4% e in area 1,3427 nelle ore europee, mentre i mercati assimilavano le dinamiche del passaggio di consegne alla guida del Regno Unito. Andy Burnham è destinato a diventare leader laburista venerdì, mentre Keir Starmer dovrebbe dimettersi da Primo ministro lunedì, presentando formalmente le dimissioni a Re Carlo. Nonostante la debolezza di fine settimana, la sterlina restava comunque avviata a chiudere in rialzo su base settimanale dopo il supporto arrivato in precedenza, legato a indiscrezioni del Financial Times secondo cui Burnham intende nominare Shabana Mahmood ministra delle Finanze.
L’attenzione si sposta ora sui dati del mercato del lavoro britannico per i tre mesi fino a maggio e sul CPI di giugno, entrambi in uscita la prossima settimana. Il dollaro è salito leggermente per via delle preoccupazioni su una possibile riaccelerazione dell’inflazione USA, con i costi energetici elevati sullo sfondo di rinnovate tensioni in Medio Oriente. Sui grafici, GBP/USD oscillava attorno a 1,3430 e si manteneva sopra la EMA a 20 giorni in area 1,3380, dopo aver incontrato pressione in vendita sopra 1,3500 all’interno di un Triangolo Discendente; l’RSI (14) era a 54,9, con supporti a 1,3380 e poi 1,3300, e resistenza in area 1,3515. Storia e struttura di mercato della valuta mantengono i riflettori sulla sua origine nell’886 d.C. e sul suo peso nel mercato FX nel 2022: 12% delle transazioni, circa 630 miliardi di dollari al giorno, con GBP/USD all’11%, GBP/JPY al 3% ed EUR/GBP al 2%.
Prospettive per la sterlina nel contesto della transizione politica
Seguiamo da vicino la coppia GBP/USD mentre tratta vicino a 1,3430 durante questa fase cruciale di transizione politica nel Regno Unito. Con Andy Burnham che assumerà l’incarico di Primo ministro lunedì 20 luglio, ci aspettiamo che la volatilità della sterlina resti elevata nei prossimi giorni. Tuttavia, il mercato sembra rassicurato dalla nomina della fiscal conservative Shabana Mahmood a ministra delle Finanze, fattore che potrebbe limitare movimenti ribassisti drastici.
Dal punto di vista tecnico, rileviamo che la coppia si mantiene sopra la media mobile esponenziale a 20 giorni a 1,3380, preservando un moderato bias rialzista. Suggeriamo di impostare ordini buy-stop appena sopra la linea di resistenza discendente in area 1,3515 per intercettare un eventuale impulso di breakout. Al contrario, gli operatori su derivati dovrebbero valutare stop-loss stretti in prossimità del supporto a 1,3380, poiché una rottura sotto tale livello potrebbe esporre rapidamente l’area 1,3300.
Dati chiave UK e fattori di rischio lato USD
Dobbiamo inoltre prepararci ai cruciali dati della prossima settimana su occupazione e inflazione nel Regno Unito, che storicamente innescano ampie oscillazioni della sterlina. Considerato che le transazioni giornaliere sulla sterlina si attestano mediamente intorno a 630 miliardi di dollari a livello globale, qualsiasi sorpresa sull’inflazione può attivare forti spostamenti di liquidità. Se il CPI di giugno dovesse risultare più alto delle attese, ci attendiamo una spinta decisa verso 1,3500, mentre il mercato prezzerebbe una Bank of England più hawkish.
Allo stesso tempo, non possiamo ignorare il lato dollaro USA, che sta guadagnando terreno a causa del ritorno dei timori inflazionistici. I prezzi del Brent sono rimasti altamente volatili per via delle persistenti tensioni geopolitiche in Medio Oriente, sostenendo indirettamente il biglietto verde. Per gestire questo rischio, raccomandiamo l’uso di straddle su opzioni a breve scadenza per beneficiare di un aumento della volatilità in vista di queste importanti pubblicazioni macroeconomiche.
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