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Il WTI vicino a 79 dollari mentre gli attacchi in Medio Oriente alimentano i timori di interruzioni delle forniture nello Stretto di Hormuz; si profila un rialzo settimanale

by VT Markets
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Jul 17, 2026

Il WTI, il benchmark del greggio USA, è scambiato intorno a 79,00 dollari nelle prime ore europee di venerdì ed è avviato a segnare il maggiore rialzo settimanale da aprile, mentre le tensioni in Medio Oriente alimentano i timori di una possibile interruzione delle forniture. La BBC ha riportato che lo US Central Command (CENTCOM) ha lanciato una nuova ondata di attacchi contro l’Iran, colpendo obiettivi tra cui siti della difesa, e che l’esercito statunitense ha dichiarato che l’azione mira a “ridurre ulteriormente le capacità militari iraniane”, aggiungendo di aver abbordato un’imbarcazione nell’ambito del blocco dello Stretto di Hormuz.

I Pasdaran (IRGC) hanno affermato che non verrà esportato petrolio o gas attraverso lo Stretto di Hormuz finché proseguiranno gli attacchi statunitensi. Separatamente, Fars News ha riferito che in Kuwait sono state udite esplosioni molto forti, con il suono segnalato anche a Bassora, mentre il Ministero della Difesa del Qatar ha dichiarato venerdì che il Paese ha intercettato un attacco missilistico. Il direttore esecutivo dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (AIE), Fatih Birol, ha dichiarato giovedì che la sicurezza energetica globale è a rischio se lo Stretto di Hormuz non verrà riaperto entro poche settimane.

Le tensioni geopolitiche minacciano l’offerta globale di petrolio

Con il WTI in area 79,00 dollari nel mezzo dell’escalation in Medio Oriente, siamo di fronte a una minaccia immediata per le forniture globali di greggio. La possibile chiusura dello Stretto di Hormuz, che in genere convoglia oltre 20 milioni di barili al giorno—circa il 20% dei consumi globali di liquidi petroliferi—potrebbe interrompere in modo significativo i flussi energetici mondiali. Riteniamo che gli operatori sui derivati debbano posizionarsi in vista di potenziali shock rialzisti estremi dei prezzi, mentre questo confronto geopolitico si intensifica nelle prossime settimane.

Approcci strategici di trading in un contesto di volatilità

Per muoversi in questo contesto ad alto rischio, raccomandiamo di privilegiare opzioni call long e strategie di call spread rialziste su WTI e Brent. Storicamente, le minacce geopolitiche alle principali rotte marittime spingono il CBOE Crude Oil Volatility Index (OVX) a balzare di oltre il 50% nell’arco di pochi giorni. Acquistare call ora, prima che la volatilità implicita salga a livelli proibitivi, offre il miglior rapporto rischio-rendimento per chi punta a beneficiare di un’improvvisa stretta dell’offerta.

Ci aspettiamo anche un ampliamento dello spread Brent-WTI nelle prossime settimane, poiché le interruzioni dell’offerta mediorientale incidono direttamente sui benchmark internazionali. I trader possono sfruttare lo scenario assumendo posizioni di spread long Brent e short WTI, mirando a un allargamento del differenziale che storicamente tende ad aumentare durante i conflitti nel Golfo Persico. Tuttavia, è necessario mantenere stop-loss rigorosi, perché qualsiasi improvvisa svolta diplomatica potrebbe comprimere rapidamente questi premi geopolitici.

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