La sterlina ha perso terreno, con GBP/USD vicino a 1,3470 nella sessione asiatica di venerdì, mentre le condizioni di risk-off hanno fatto seguito al sesto giorno consecutivo di attacchi statunitensi contro l’Iran. Le autorità di Bandar Abbas hanno dichiarato che sono state colpite infrastrutture civili, inclusi impianti elettrici e una stazione ferroviaria. Il CENTCOM ha affermato che l’operazione mirava a degradare le capacità militari iraniane e successivamente ha riferito dell’abbordaggio di una nave nell’ambito del blocco dello stretto. Un dato preliminare di luglio dell’indice Michigan sulla fiducia dei consumatori è atteso più tardi nella giornata di venerdì.
Nei mercati dei tassi, i dati d’inflazione statunitensi più deboli hanno incorniciato le aspettative: martedì il CPI di giugno ha rallentato e mercoledì il PPI è sceso. Le quotazioni tramite il CME FedWatch Tool implicano una probabilità di quasi il 55% di un rialzo dei tassi Fed a settembre. Nel Regno Unito, i mercati monetari prezzano pienamente un rialzo BoE entro la riunione di novembre e Reuters ha riportato che un secondo aumento è prezzato entro aprile 2027. Nella struttura del mercato FX, la sterlina rappresenta il 12% del turnover globale, con una media di 630 miliardi di dollari al giorno secondo i dati 2022; le principali coppie includono Cable all’11%, GBP/JPY al 3% ed EUR/GBP al 2%.
Strategie in derivati in un contesto di tensioni geopolitiche
Raccomandiamo ai trader di derivati di prepararsi a una maggiore pressione sulla sterlina britannica acquistando opzioni put GBP/USD a breve scadenza. Le tensioni geopolitiche in Medio Oriente storicamente spingono gli investitori verso il dollaro USA, valuta rifugio, come nelle reazioni di mercato del 2024 che hanno visto il Dollar Index salire di quasi il 3% nei momenti di massima intensità dei conflitti. Assicurarsi put con strike appena sotto 1,3450 contribuirà a proteggere i portafogli da un’ulteriore discesa della sterlina nelle prossime settimane.
Con l’approfondirsi dei conflitti geopolitici, la volatilità implicita tende ad ampliarsi, facendo aumentare i prezzi delle opzioni sulle principali coppie valutarie. Durante precedenti fiammate geopolitiche, il CBOE Volatility Index (VIX) è spesso balzato sopra la soglia di 20, segnalando che le opzioni su valute stanno per diventare molto più costose. Dovremmo valutare strategie long straddle per beneficiare di questi movimenti di prezzo violenti, soprattutto con i dati odierni USA sulla fiducia dei consumatori dell’Università del Michigan che agiscono da ulteriore catalizzatore nel brevissimo termine.
Divergenza dei tassi e coperture proxy
Dobbiamo inoltre considerare la divergenza delle politiche monetarie tra Federal Reserve e Bank of England. Sebbene il CME FedWatch Tool indichi una probabilità del 55% di un rialzo dei tassi USA a settembre, i mercati monetari britannici stanno già prezzando integralmente un rialzo BoE entro novembre. Per sfruttare questo “tiro alla fune” sui tassi, possiamo utilizzare calendar spread per catturare le differenze tra le aspettative sui rendimenti a breve e a medio termine.
Infine, poiché gli attacchi sono avvenuti vicino a infrastrutture cruciali a Bandar Abbas, i derivati sui mercati energetici offrono un’eccellente copertura proxy. I dati storici mostrano che minacce allo Stretto di Hormuz possono facilmente innescare un rialzo del 5%-8% del Brent nel giro di poche sedute. Suggeriamo di detenere opzioni call long sul Brent per compensare eventuali improvvisi rischi ribassisti sui nostri asset denominati in sterline.
Inizia a fare trading ora — clicca qui per creare il tuo conto reale VT Markets.