EUR/JPY scambiava vicino a 185,80 giovedì, poco mosso dopo aver toccato un massimo di un mese all’inizio della settimana. Il cross ha ripiegato lievemente mentre lo Yen giapponese ha recuperato parte del terreno, mentre l’Euro è rimasto sostenuto dalle aspettative che la Banca centrale europea possa irrigidire ulteriormente la politica monetaria qualora i rischi d’inflazione peggiorassero. La cautela sui mercati è stata rafforzata dalla ripresa delle ostilità che coinvolgono l’Iran, che ha spinto al rialzo i prezzi del petrolio e alimentato i timori di un nuovo shock inflazionistico: un contesto che ha sostenuto lo Yen anche se i maggiori costi energetici limitano le prospettive dell’economia giapponese.
Nell’Eurozona, i funzionari della BCE hanno ribadito la disponibilità a inasprire la politica se dovessero emergere effetti inflazionistici di secondo round. Un sondaggio Reuters ha mostrato che la maggior parte degli economisti si attende che il tasso sui depositi venga mantenuto al 2,25% a luglio, e circa il 70% prevede un ulteriore rialzo entro fine anno, con maggiore probabilità a settembre. Rabobank e ING propendono entrambe per settembre, sebbene ING continui a segnalare luglio come rischio. In Giappone, i dubbi sui piani di rimpatrio di parte degli investimenti esteri del Government Pension Investment Fund hanno pesato sullo Yen, mentre il ministro delle Finanze ha dichiarato che le autorità sono pronte a intervenire sul mercato valutario se necessario.
Prospettive di volatilità e strategie di trading
Suggeriamo ai trader di derivati di prepararsi a una volatilità più elevata sulla coppia EUR/JPY mentre staziona in area 185,80. Se da un lato l’Euro trova supporto nei commenti hawkish della Banca centrale europea, dall’altro lo Yen giapponese beneficia di un sollievo temporaneo grazie all’aumento dei rischi geopolitici. Considerato questo braccio di ferro, ci aspettiamo che la coppia si muova in un range contenuto ma fragile nelle prossime settimane.
Riteniamo che il rischio di un improvviso intervento del governo giapponese sia ora a un punto di svolta critico. Storicamente, quando lo Yen si deprezza rapidamente, le autorità giapponesi non esitano ad agire, come dimostrato dal maxi-intervento da 9,8 trilioni di yen nel 2024. I trader di derivati dovrebbero valutare l’acquisto di opzioni put EUR/JPY out-of-the-money per coprirsi da un calo brusco e improvviso qualora Tokyo decidesse di entrare sul mercato.
Impatto dei prezzi del petrolio e della politica delle banche centrali
L’aumento dei prezzi del petrolio, trainato dalle tensioni persistenti in Medio Oriente, continua a complicare lo scenario penalizzando l’economia giapponese importatrice di energia e, al contempo, alimentando l’inflazione nell’Eurozona. Questa duplice pressione rende al momento molto rischiose scommesse direzionali nette sul mercato spot. Raccomandiamo invece di utilizzare strategie basate sulla volatilità, come i long straddle, per trarre beneficio da movimenti di prezzo ampi indipendentemente dalla direzione della rottura.
Con quasi il 70% degli economisti che prevede un ulteriore rialzo dei tassi BCE entro settembre, il vantaggio di rendimento dell’Euro difficilmente sparirà rapidamente. Tuttavia, poiché il mercato ha già prezzato una pausa nella riunione di luglio, qualsiasi sorpresa più hawkish potrebbe innescare un immediato rally dell’Euro. Consigliamo di mantenere un approccio flessibile e di privilegiare scadenze opzionali brevi per catturare questi rapidi cambiamenti nel sentiment sulle banche centrali.
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