USD/CAD è stato scambiato vicino a 1,4010 giovedì, in calo dello 0,21% nella seduta, mentre il Dollaro canadese ha esteso i guadagni anche se i dati USA hanno rispettato le attese e i rischi geopolitici sono rimasti elevati in Medio Oriente. Le Vendite al dettaglio USA sono aumentate dello 0,2% m/m a giugno, e maggio è stato rivisto al rialzo all’1%; il “Control Group” è salito dello 0,5%. Le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione sono scese a 208 mila da 216 mila (rivisto), ma il Dollaro USA ha faticato a capitalizzare le pubblicazioni poiché i precedenti dati PPI USA più deboli hanno mantenuto i mercati orientati verso un futuro allentamento della Federal Reserve.
I titoli legati al rischio sono rimasti in evidenza dopo che gli Stati Uniti hanno effettuato ulteriori attacchi contro obiettivi iraniani, mentre l’Iran ha dichiarato di aver risposto colpendo asset statunitensi in Kuwait, Bahrein e Giordania. Reuters ha riportato che Teheran avrebbe inoltre istruito gli Houthi yemeniti a chiudere lo Stretto di Bab el-Mandeb qualora gli USA attaccassero la sua rete elettrica. I prezzi del petrolio sono scesi nonostante la minaccia ai flussi energetici regionali, attenuando il sostegno al Dollaro canadese legato alle materie prime, mentre la Bank of Canada ha mantenuto il tasso di riferimento al 2,25% per la sesta riunione consecutiva, lasciando gli analisti più concentrati sulla direzione del Dollaro USA che sui fondamentali canadesi.
Livelli tecnici e dinamiche del mercato delle opzioni
Stiamo monitorando da vicino la coppia USD/CAD mentre oscilla vicino al livello critico di 1,4010, mettendo alla prova una soglia di supporto psicologica di grande rilievo a 1,4000. Storicamente, quando la coppia testa questo livello, la volatilità implicita delle opzioni tende spesso a impennarsi del 15%-20% mentre i trader si affrettano a coprire le proprie posizioni. Considerata la resilienza del mercato del lavoro USA evidenziata dal calo delle richieste di sussidi a 208.000, il biglietto verde mantiene una forza di fondo, rendendo difficile una rottura netta sotto 1,4000.
Prezzi del petrolio, outlook sul CAD e strategie sui derivati
Le tensioni geopolitiche in Medio Oriente, sorprendentemente, non sono riuscite a sostenere i mercati energetici, con il WTI in calo verso 74 dollari al barile. Poiché il Dollaro canadese è fortemente legato alla performance delle materie prime, questa mancanza di spinta del petrolio limita qualsiasi rialzo organico del CAD. Per sfruttare potenziali movimenti improvvisi dei prezzi legati a questi rischi energetici e politici, raccomandiamo ai trader di derivati l’acquisto di straddle a breve scadenza per catturare la volatilità.
Con la Bank of Canada che mantiene invariato il tasso di policy al 2,25%, il supporto domestico alla valuta canadese resta molto limitato. Per le prossime settimane, privilegiamo l’acquisto di opzioni put USD/CAD a breve scadenza con strike 1,3950 per sfruttare eventuali discese temporanee, guidate dal dollaro USA, sotto il “pavimento” di 1,4000. Questa strategia in opzioni limita il rischio di ribasso mantenendoci posizionati per trarre beneficio qualora le paure sull’inflazione USA continuassero ad attenuare il biglietto verde.
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