Il WTI è sceso negli scambi asiatici di giovedì a poco sotto 79,00 dollari, in calo di oltre l’1% nella giornata, ma restando vicino a un massimo di oltre un mese toccato all’inizio della settimana. Il movimento si è verificato mentre il mercato attendeva ulteriori sviluppi in Medio Oriente, dove le ostilità tra Stati Uniti e Iran sono aumentate dall’inizio della settimana, insieme alle notizie di un blocco navale statunitense dei porti iraniani e della chiusura dello Stretto di Hormuz.
Sul piano tecnico, l’ultimo rialzo ha superato il ritracciamento di Fibonacci del 23,6% della discesa aprile–luglio e la EMA a 200 giorni, mentre l’RSI (14) si attestava a 54,36 e il MACD a 1,85 dopo il rimbalzo dal minimo ciclico di 67,07 dollari. I livelli di supporto sono stati indicati alla EMA a 200 giorni a 77,28 dollari e al ritracciamento del 23,6% a 76,59 dollari, con resistenza al 38,2% a 82,47 dollari e al ritracciamento del 50,0% in area 87,23 dollari. Al di sopra, i livelli citati erano il 61,8% a 91,98 dollari, seguiti da 98,75 e 107,38; una correzione più profonda verso 67,07 dollari indebolirebbe l’impostazione prevalente.
Tensioni geopolitiche e dinamiche dell’offerta sostengono una view rialzista
Alla luce della situazione attuale, consideriamo la recente flessione del WTI sotto 79,00 dollari come un ritracciamento temporaneo, non un cambio di trend. L’escalation delle tensioni tra Stati Uniti e Iran, soprattutto dopo gli ultimi episodi navali nei pressi dello Stretto di Hormuz, rappresenta un rilevante rischio dal lato dell’offerta. Poiché oltre il 20% del petrolio mondiale transita attraverso questo “collo di bottiglia”, qualsiasi interruzione potrebbe spingere i prezzi bruscamente al rialzo.
Questa impostazione rialzista è rafforzata dagli ultimi dati sull’offerta. Il report di ieri dell’Energy Information Administration ha mostrato un calo delle scorte di greggio di 4,5 milioni di barili, più del doppio rispetto alle attese di consenso, segnalando una domanda solida. Notiamo inoltre che l’ultima lettura del Caixin PMI manifatturiero cinese si è attestata a 51,9, indicando un’espansione in corso e consumi di carburante nel maggiore importatore mondiale di petrolio.
Strategia di trading: comprare sui ribassi e definire gli ingressi con le opzioni
Dal punto di vista operativo, riteniamo che eventuali debolezze verso la media mobile a 200 giorni in area 77,30 dollari rappresentino un’opportunità di acquisto. Il breakout tecnico visto all’inizio della settimana resta valido e gli indicatori di momentum sono ancora positivi. Di conseguenza, i trader potrebbero valutare l’acquisto di opzioni call o di bull call spread per posizionarsi su un movimento verso la prima resistenza a 82,47 dollari.
Riteniamo che in questo contesto i ribassi vadano comprati, con una strategia di incremento delle posizioni long nelle prossime settimane. Per chi opera in opzioni, la vendita di put out-of-the-money sotto il supporto di 76,50 dollari potrebbe essere un modo per incassare premio definendo al contempo un punto di ingresso favorevole. Questa strategia beneficia sia di un prezzo in salita sia dell’aumento della volatilità implicita legato ai rischi geopolitici.
Il rischio principale per questa view sarebbe una significativa de-escalation in Medio Oriente o un improvviso calo della domanda. Una rottura decisa sotto il minimo ciclico di 67,00 dollari invaliderebbe la nostra tesi rialzista. Fino ad allora, considereremo i ritracciamenti come opportunità per posizionarsi su prezzi più alti fino alla fine dell’estate.
Inizia a fare trading ora — clicca qui per creare il tuo conto reale VT Markets.