
Punti chiave
- Il Nikkei 225 è sceso bruscamente giovedì, sotto 67.000, annullando i rialzi delle due sedute precedenti.
- I titoli di semiconduttori e tecnologia hanno guidato il calo, mentre gli operatori rivalutavano i prezzi già molto alti legati all’IA (intelligenza artificiale) in Asia.
- Tra i nomi sotto pressione: SoftBank Group, Tokyo Electron, Advantest, Kioxia e Fujikura.
- Le tensioni in Medio Oriente e il petrolio più caro hanno riacceso i timori d’inflazione, limitando l’effetto positivo di dati USA più deboli sui prezzi alla produzione.
- Nel grafico giornaliero del Nikkei 225, la prima resistenza è in area 67.000; il supporto immediato da seguire è 66.444.
Il Nikkei 225 è sceso bruscamente giovedì: nuove vendite su semiconduttori e tecnologia hanno pesato sui listini giapponesi.
L’indice di riferimento è sceso sotto 67.000, cancellando i guadagni delle due sedute precedenti, nonostante segnali in generale positivi arrivati da Wall Street nella notte. Il movimento riflette un arretramento più ampio dei titoli tecnologici in Asia: gli operatori si chiedono se il rialzo trainato dall’IA possa ancora giustificare valutazioni elevate (cioè prezzi di Borsa molto alti rispetto ai risultati attesi).
Il calo ha riportato il Nikkei vicino alla parte bassa dell’ultimo intervallo di scambi (fascia di prezzi in cui l’indice si muove da giorni), con i titoli legati ai chip e i “pesi massimi” dell’indice (società con maggiore impatto sul valore dell’indice) a guidare la discesa.
Perché il mercato guarda questo movimento
Il Nikkei 225 è influenzato soprattutto da tre fattori: debolezza dei semiconduttori, dubbi sulle valutazioni legate all’IA e rischio geopolitico.
I titoli tecnologici giapponesi avevano beneficiato dell’interesse per intelligenza artificiale, data centre (centri dati, cioè strutture che ospitano server) e domanda di chip avanzati. Dopo un forte rialzo, il settore è più esposto a prese di profitto (vendite per incassare i guadagni) e timori sui prezzi già molto tirati.
Le azioni legate ai semiconduttori sono state tra i maggiori freni. SoftBank Group, Tokyo Electron, Advantest, Kioxia e Fujikura sono finite sotto pressione, con vendite diffuse sui chip in Asia.
Intanto l’aumento delle tensioni in Medio Oriente ha mantenuto alto il prezzo del petrolio. Energia più cara può far risalire i timori d’inflazione (aumento generalizzato dei prezzi), rendere più incerto l’andamento dei tassi d’interesse e ridurre l’appetito per gli asset più rischiosi (investimenti che oscillano di più, come le azioni).
I titoli dei chip guidano il calo
La debolezza più marcata è arrivata dai nomi giapponesi di tecnologia e semiconduttori.
Tokyo Electron e Advantest sono scese: i titoli dei produttori di macchinari per chip (società che forniscono apparecchiature per fabbricare semiconduttori) hanno seguito la vendita generalizzata nella regione. In calo anche Kioxia e Fujikura, mentre SoftBank Group ha aggiunto pressione come uno dei principali pesi dell’indice.
Il comparto resta sensibile al sentiment globale sui chip (cioè l’umore del mercato). L’ultimo aggiornamento di ASML ha tenuto alta l’attenzione su domanda legata all’IA, prezzi delle apparecchiature e solidità della spesa in investimenti delle aziende dei semiconduttori (capex: denaro destinato a impianti e macchinari). Pur con ASML in rialzo prima dei conti per attese di un possibile aumento delle vendite, la reazione del mercato mostra investitori più selettivi dopo il forte rally del settore.
Il punto è che la Borsa giapponese è sempre più legata al ciclo di IA e semiconduttori (fasi di espansione e rallentamento del settore). Quando i chip scendono, il Nikkei 225 può soffrire anche se altri settori reggono.
Ora il mercato guarda alle prossime trimestrali del settore chip: indicazioni forti sulle prospettive (“guidance”, cioè previsioni dell’azienda su ricavi e utili) potrebbero stabilizzare il clima, mentre commenti prudenti potrebbero ampliare la correzione.
Le auto limitano parte delle perdite
Le azioni delle case auto hanno contenuto in parte la debolezza complessiva.
Toyota e Honda sono salite durante la seduta, sostenute dallo yen più debole e dalla domanda sugli esportatori. Uno yen più debole può aumentare gli utili esteri quando vengono convertiti in valuta giapponese.
Tuttavia, i rialzi dell’auto non sono bastati a compensare il calo di tecnologia, finanziari e titoli legati ai semiconduttori.
Il dollaro USA si è mosso nell’area bassa di 162 yen, mantenendo i cambi (tasso di cambio) al centro per gli esportatori. Un ulteriore indebolimento dello yen può aiutare alcuni titoli export, ma può anche aumentare i costi di importazione e dell’energia per il Giappone.
Rischi in Medio Oriente aumentano la pressione
Il rischio geopolitico resta un altro freno per i mercati.
Le tensioni USA-Iran hanno tenuto alto il prezzo del petrolio e aumentato le preoccupazioni per le forniture energetiche attraverso lo Stretto di Hormuz. Il Giappone dipende molto dalle importazioni di energia: un petrolio forte e duraturo può alzare i costi per aziende e famiglie.
Il petrolio più caro può anche mantenere alte le aspettative d’inflazione (ciò che famiglie e investitori si aspettano sui prezzi futuri), nonostante dati USA più deboli sui prezzi alla produzione abbiano ridotto alcune preoccupazioni su nuovi rialzi dei tassi da parte della Federal Reserve.
Per il Nikkei 225 lo sfondo è quindi misto: dati USA più morbidi possono allentare parte della pressione legata ai tassi, ma restano attive le vendite sulla tecnologia e i rischi d’inflazione legati al petrolio.
Livelli tecnici chiave
| Livello | Cosa osserva il mercato |
| 70.000 | Soglia psicologica (numero “tondo”) se migliora lo slancio |
| 69.200 | Area di resistenza (zona dove spesso il prezzo si ferma) dopo l’ultimo rimbalzo |
| 68.800 | Seconda resistenza dall’ultimo tentativo di recupero |
| 67.800 | Area dei massimi dell’ultima seduta |
| 67.000 | Prima area di recupero e riferimento psicologico |
| 66.524 | Area attuale sul grafico |
| 66.444 | Minimi dell’ultima seduta e supporto (zona dove spesso entra domanda) immediato |
| 66.000 | Supporto psicologico sotto l’area attuale |
| 65.200 | Area dei minimi recenti di oscillazione |
| 64.800 | Riferimento più ampio al ribasso |
Il grafico giornaliero del Nikkei 225 mostra prezzi in area 66.524 dopo un’apertura vicino a 67.567. Il massimo di seduta è stato circa 67.787, il minimo intorno a 66.444.
L’indice resta sotto pressione dopo non essere riuscito a mantenersi sopra 67.000. Questo livello è ora il primo punto da monitorare per un recupero di breve.
Un ritorno sopra 67.000 può riportare l’attenzione su 67.800. Un recupero più solido richiederebbe una rottura (break) sopra 67.800, poi 68.800 e 69.200.
Al ribasso, 66.444 è il primo supporto da seguire. Una discesa sotto quest’area può aprire spazio verso 66.000.
Scenari rialzisti e ribassisti

| Scenario | Segnale | Possibile reazione del mercato |
| Tentativo di stabilizzazione | Tenuta sopra 66.444 | Il Nikkei 225 può muoversi in laterale dopo le vendite |
| Recupero rialzista | Ritorno sopra 67.000 | Possibile nuovo test di 67.800 |
| Estensione del recupero | Rottura sopra 67.800 | Attenzione verso 68.800 |
| Rialzo più deciso | Chiusura giornaliera sopra 69.200 | Può tornare in primo piano 70.000 |
| Prosecuzione ribassista | Discesa sotto 66.444 | Possibile nuovo test di 66.000 |
| Rottura più profonda | Discesa sotto 66.000 | Il calo può estendersi verso 65.200 e 64.800 |
Il recupero rialzista dipende dal ritorno del Nikkei 225 sopra 67.000 e dalla tenuta di quel livello. Questo indicherebbe che la pressione in vendita sta iniziando a ridursi dopo la forte discesa.
Un movimento confermato sopra 67.800 renderebbe più solido lo scenario di recupero e porterebbe 68.800 in primo piano. Se i compratori superano 69.200, la soglia psicologica 70.000 diventa la prossima resistenza principale.
Lo scenario neutrale è una fase laterale tra 66.444 e 67.800. Indicherebbe attesa di segnali più chiari da titoli dei semiconduttori, petrolio, aspettative sui tassi USA e clima di rischio in Asia.
Lo scenario ribassista si rafforza se il Nikkei 225 scende sotto 66.444. Una rottura confermata potrebbe riportare 66.000 al centro, poi 65.200 e 64.800.
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