I dati sul mercato del lavoro USA indicano condizioni più deboli di quanto suggerisca il tasso di disoccupazione in prima pagina, poiché il calo del tasso di partecipazione sta mantenendo la disoccupazione più bassa di quanto implicherebbero le tendenze sottostanti delle assunzioni. La crescita delle buste paga ha rallentato bruscamente a giugno, mentre l’occupazione rilevata dall’indagine sulle famiglie è in calo. Ciononostante, la disoccupazione è rimasta stabile ed è scesa sotto il 4,2%, un movimento spiegato in parte dal fatto che meno persone vengono conteggiate come attive nella forza lavoro.
La partecipazione è diminuita di 0,9 punti percentuali da dicembre, scendendo dal 62,4% al 61,5%. Se il cambiamento fosse guidato esclusivamente dalla demografia, il tasso di disoccupazione sarebbe intorno al 5,2%, segnalando più capacità inutilizzata (“slack”) di quanto colga l’attuale misura headline. La ritirata interessa diverse fasce d’età, il che rende la disoccupazione più esposta a un rapido aumento qualora la creazione di posti di lavoro restasse debole.
Capacità inutilizzata del mercato del lavoro e rischi di correzione improvvisa
La stabilità del tasso di disoccupazione sta mascherando una debolezza significativa sotto la superficie del mercato del lavoro statunitense. La crescita delle buste paga ha rallentato nettamente e il calo della partecipazione alla forza lavoro sta creando una falsa sensazione di sicurezza. Riteniamo che ciò renda il mercato vulnerabile a una correzione improvvisa qualora questa capacità inutilizzata sottostante diventasse più evidente.
L’ultimo rapporto del Bureau of Labor Statistics lo ha confermato: a giugno le buste paga sono aumentate di appena 110.000 unità, ben al di sotto delle attese del consenso. Questa debolezza viene offuscata dal tasso di partecipazione, sceso a un minimo del 61,5%. Se quei lavoratori che hanno lasciato la forza lavoro stessero ancora cercando attivamente un impiego, il tasso di disoccupazione reale sarebbe ben oltre il 5%.
Questo mette la Federal Reserve in una posizione difficile, poiché gli ultimi dati sul CPI core restano rigidi (“sticky”) al 3,1% su base annua. Nonostante ciò, ci aspettiamo che la chiara decelerazione del mercato del lavoro costringa la Fed a segnalare un orientamento più dovish prima di quanto il mercato attualmente prezzI. Ciò suggerisce opportunità nei derivati sui tassi d’interesse per posizionarsi su tassi più bassi nei prossimi mesi.
Strategia di mercato e precedenti storici
Di conseguenza, stiamo aumentando l’esposizione alla volatilità di mercato attraverso i future sul VIX. Il rischio di un rapido balzo della disoccupazione è sottovalutato, creando un contesto favorevole per l’acquisto di opzioni put protettive sugli indici S&P 500 e Nasdaq 100. Vediamo la debolezza concentrata nei settori dei consumi discrezionali, i più esposti a un rallentamento.
Storicamente, periodi caratterizzati da un forte calo della partecipazione guidato dai comportamenti, come gli anni successivi al 2008, hanno preceduto lunghi periodi di aggiustamento economico. Questo schema storico suggerisce che l’attuale stabilità dei mercati è fragile. Ci stiamo quindi posizionando per uno scenario in cui questa capacità inutilizzata “nascosta” si riassorba nel corso dei prossimi trimestri.
Inizia a fare trading ora — clicca qui per creare il tuo conto reale VT Markets.