La Banca nazionale di Polonia ha mantenuto un messaggio sostanzialmente neutrale e poco cambiato rispetto a giugno, pur riconoscendo prezzi del petrolio più bassi, una crescita più debole nei principali partner commerciali della Polonia e un recente calo dell’inflazione. L’incertezza è aumentata quando le tensioni in Medio Oriente hanno spinto le proiezioni del CPI sopra le attese, contribuendo a una brusca rimodulazione dei prezzi in tutta l’Europa centrale e orientale dopo le notizie USA–Iran.
I tassi e il FX dell’area CEE sono stati venduti, ed EUR/HUF è balzato dell’1,2%, descritto come il maggiore movimento al rialzo dall’inizio di marzo, all’avvio del conflitto. Nella Repubblica Ceca, il mercato ha aggiunto mezzo rialzo dei tassi alle attese, per un totale di un rialzo e mezzo, mentre in Polonia le aspettative sono tornate da una probabilità del 50% di un taglio dei tassi a una visione di tassi invariati più a lungo. La sensibilità del fiorino è stata collegata a un forte posizionamento long accumulato da aprile dopo le elezioni generali e al fatto che la banca centrale ungherese abbia segnalato a giugno una serie di tagli dei tassi, rendendola un’eccezione nella regione; EUR/HUF in area 360 è stato indicato come livello per potenziali nuovi long qualora la geopolitica si attenui e il cross torni sotto 356.
Le tensioni in Medio Oriente innescano una forte reazione dei mercati in tutta l’Europa centrale e orientale
Abbiamo osservato questa settimana una reazione marcata sulle valute CEE a causa del riaccendersi delle tensioni in Medio Oriente, che ha spinto gli investitori verso asset più difensivi. In Polonia, la NBP ha mantenuto il suo orientamento neutrale, lasciando invariato il tasso di riferimento al 5,75% come previsto, richiamando rischi bilanciati per l’economia. Questa mossa prevedibile da Varsavia ha contrastato nettamente con la volatilità osservata altrove.
Il fiorino ungherese è stato colpito in modo particolarmente duro, con EUR/HUF in rialzo di oltre l’1,5% fino a toccare 398,00, la maggiore perdita giornaliera dal primo trimestre. Questo movimento brusco è una reazione tipica del fiorino, che incorpora un profilo di rischio elevato per via del consistente posizionamento long da parte degli speculatori nell’ultimo anno. La vulnerabilità della valuta è amplificata dall’orientamento dovish della Banca nazionale d’Ungheria, che resta l’unica banca centrale della regione a tagliare attivamente i tassi, mentre l’inflazione risulta ancora al 4,1% (dato riportato) per giugno 2026.
Opportunità tattiche per i trader tra incertezza geopolitica
Riteniamo che l’attuale spike rappresenti un’opportunità tattica qualora questi focolai geopolitici si rivelino di breve durata, uno schema già osservato in eventi simili a fine 2023 e a inizio 2025. Per i trader, ciò significa valutare strategie in opzioni che beneficiano di un allentamento delle tensioni e di un fiorino più forte. In particolare, l’acquisto di opzioni put su EUR/HUF con strike in area 395,00 e scadenza a fine agosto potrebbe offrire un modo efficiente in termini di costo per posizionarsi su un ritorno verso l’area 392,00.
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