La sterlina ha esteso i guadagni per la seconda seduta consecutiva giovedì, spingendo GBP/USD su nuovi massimi di tre settimane appena sopra 1,3400, mentre il dollaro USA si è indebolito. Il movimento ha fatto seguito alla pubblicazione dei verbali della riunione di giugno della Federal Reserve, che hanno ribadito l’impegno a contrastare l’inflazione ma hanno evidenziato vedute divergenti sul futuro percorso di politica monetaria, lasciando i mercati concentrati sul timing del prossimo rialzo dei tassi. Un ulteriore supporto per la coppia è arrivato da notizie che indicano una possibile ripresa dei colloqui tra Stati Uniti e Iran, anche se le due parti si sono scambiate attacchi per il secondo giorno consecutivo.
Nel Regno Unito, un calendario di dati domestici poco denso ha lasciato la politica al centro dell’attenzione, con gli impegni sulle regole fiscali presentati come un elemento che limita le preoccupazioni sul debito. Separatamente, la sterlina resta una delle principali valute nel mercato valutario globale: esiste dal 886 d.C. ed è la quarta più scambiata, rappresentando il 12% di tutte le transazioni FX, ovvero circa 630 miliardi di dollari al giorno sulla base dei dati 2022. All’interno di questi flussi, GBP/USD pesa per l’11%, mentre GBP/JPY rappresenta il 3% ed EUR/GBP il 2%. La Bank of England emette la sterlina e mira alla stabilità dei prezzi, definita come un’inflazione intorno al 2%, principalmente attraverso aggiustamenti dei tassi di interesse.
Driver della forza della sterlina e posizionamento di mercato
Stiamo osservando una forza significativa della sterlina britannica, che la sta spingendo oltre il livello di 1,3400 contro il dollaro USA. È probabile che questo slancio rialzista persista nelle prossime settimane, trainato da un indebolimento del biglietto verde. I dati recenti della Commodity Futures Trading Commission (CFTC) mostrano che le posizioni nette lunghe speculative sulla GBP sono aumentate del 15% nell’ultimo mese, a sostegno della nostra view rialzista.
I verbali più recenti della Federal Reserve alimentano incertezza sul timing del prossimo rialzo dei tassi, fattore che sta pesando sul dollaro. Ci ricorda il periodo di fine 2021, quando un’analoga ambiguità della Fed portò a un dollaro volatile ma, in ultima analisi, più debole, prima di una chiara svolta hawkish. Riteniamo che i trader dovrebbero considerare strategie che traggano beneficio da questa incertezza, come l’acquisto di opzioni call su GBP/USD con scadenze tra fine agosto e settembre per catturare ulteriore potenziale rialzo.
Divergenza di policy, rischi e considerazioni operative
Nel Regno Unito, la prospettiva di una politica fiscale stabile sta fornendo una base solida al rally della sterlina. Con gli ultimi dati CPI britannici di giugno 2026 rimasti stabili al 2,8%, ben al di sopra del target della Bank of England, permane la pressione sulla BoE affinché mantenga un orientamento restrittivo. Questa divergenza di policy rispetto a una Fed esitante è il principale motore dell’apprezzamento di GBP/USD.
Occorre restare cauti, poiché un deterioramento dei negoziati USA-Iran potrebbe innescare una rapida corsa verso il dollaro come bene rifugio, invertendo i recenti guadagni. La prossima settimana sono attesi dati chiave sull’inflazione USA e una lettura sorprendentemente elevata potrebbe costringere la Fed ad agire, rafforzando l’USD. Pertanto, raccomandiamo l’uso di strategie a rischio definito, come i bull call spread, per limitare le potenziali perdite in caso di improvviso cambio di sentiment.
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