Deutsche Bank Research ha affermato che gli asset europei stanno reagendo a un rinnovato shock energetico, innescando una revisione in senso hawkish delle aspettative sulla BCE. Le indicazioni di mercato sui rialzi dei tassi entro dicembre sono aumentate di 12,7 pb nella giornata, attestandosi a 39,5 pb, e con la BCE che ha già effettuato un rialzo a giugno, la curva segnala una probabilità crescente di tre mosse entro fine anno.
I titoli di Stato sono stati venduti mentre i rendimenti salivano in tutta la regione. Il rendimento del Bund decennale è salito di 9,9 pb al 3,09%, il maggiore balzo giornaliero da maggio, mentre il rendimento dell’OAT francese a 10 anni è aumentato di 13,5 pb al 3,93%, il livello di chiusura più alto dal 2009.
Riposizionamento hawkish sulla BCE e sell-off diffuso sui bond
Stiamo assistendo a un marcato riposizionamento in senso hawkish sulla Banca Centrale Europea, trainato da un rinnovato shock energetico. I future sul gas naturale olandese TTF sono balzati di oltre il 20% nelle ultime due settimane, superando i 55 euro per megawattora, alimentando nuove preoccupazioni inflazionistiche. Il mercato prezza ora una forte probabilità di tre rialzi complessivi dei tassi BCE entro dicembre.
Il sell-off sui titoli di Stato sta accelerando e vediamo ulteriore debolezza all’orizzonte. Con il rendimento del Bund decennale tedesco oltre il 3,15%, al massimo dell’anno, riteniamo che posizioni corte sui future sul Bund offrano un modo diretto per sfruttare questo momentum. Il fatto che i rendimenti degli OAT francesi abbiano toccato i massimi dal 2009 segnala che la pressione sul debito pubblico è generalizzata.
Prospettive valutarie e rischi per le azioni europee
Questo contesto dovrebbe fornire un sostegno all’euro, che abbiamo visto risalire verso 1,09 contro il dollaro USA. Suggeriamo che i trader possano utilizzare opzioni call sulla coppia EUR/USD per posizionarsi su ulteriori rialzi, man mano che i differenziali di tasso si spostano a favore dell’euro. Tuttavia, teniamo presente il ciclo di rialzi del 2022-2023, in cui timori recessivi persistenti finirono per limitare la forza della valuta.
Tassi più elevati rappresentano una minaccia diretta per le valutazioni azionarie e prevediamo un aumento della turbolenza di mercato. L’ultima stima flash di Eurostat, che mostra l’inflazione complessiva risalire al 2,8%, non farà che aumentare la pressione sulle azioni. Riteniamo che l’acquisto di opzioni put sull’indice Euro Stoxx 50 sia una strategia prudente per coprirsi dal rischio di una potenziale correzione nelle prossime settimane.
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