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Lo yen si rafforza mentre le tensioni con l’Iran pesano sul dollaro; i mercati guardano ai rischi della Fed e a una stretta della BoJ

by VT Markets
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Jul 9, 2026

Lo yen giapponese si è rafforzato contro il dollaro statunitense anche mentre riaffioravano le tensioni geopolitiche, con USD/JPY in calo dello 0,17% a circa 162,35. Il movimento è arrivato mentre il biglietto verde subiva pressioni in vendita a seguito del rinnovato timore che lo scambio di attacchi tra Stati Uniti e Iran abbia disancorato le aspettative d’inflazione negli USA. In parallelo, il Dollar Index (DXY) cedeva lo 0,15% in area 100,900, pur avendo ridotto le perdite iniziali.

Le dichiarazioni del presidente USA Donald Trump al vertice NATO hanno indicato la possibilità di ulteriori raid sull’Iran e di potenziali attacchi alle sue infrastrutture elettriche e idriche, alimentando i timori di tensioni prolungate in Medio Oriente che potrebbero mantenere elevati i prezzi del petrolio e disancorare le proiezioni d’inflazione. Separatamente, i verbali della riunione di giugno del Federal Open Market Committee (FOMC) hanno mostrato funzionari preoccupati per rischi al rialzo sull’inflazione, con diversi membri che si aspettano un ulteriore irrigidimento delle condizioni monetarie. In Giappone, l’attenzione è rimasta concentrata sulla possibilità che la Bank of Japan (BoJ) alzi ancora i tassi quest’anno, dopo che una proposta di revisione delle linee guida annuali di politica economica del governo ha indicato un proseguimento del graduale inasprimento monetario, sottolineando al contempo l’indipendenza della BoJ e la sua focalizzazione su un’inflazione stabile.

Differenziali di tasso e posizionamento strategico

Il rilevante divario dei tassi d’interesse tra Stati Uniti e Giappone continua a essere, a nostro avviso, il tema principale. Con la Federal Reserve che resta ferma di fronte a un’inflazione persistente, il dollaro USA rimane forte contro lo yen giapponese, che attualmente scambia in area 172,50. È un trend che appare destinato a proseguire, poiché la Bank of Japan mostra scarso appetito per rialzi aggressivi oltre l’attuale livello, ancora minimo.

Riteniamo interessante acquistare opzioni call sul cambio USD/JPY. Questo ci consente di beneficiare se lo yen dovesse continuare a indebolirsi contro il dollaro. La strategia si basa sull’aspettativa che i dati sull’inflazione USA, come la lettura del core CPI del mese scorso al 3,1%, mantengano la Fed in attesa, mentre la BoJ resti riluttante ad agire in modo deciso.

Monitoraggio dei rischi e strategie di copertura

Tuttavia, dobbiamo vigilare su improvvisi cambi di scenario che potrebbero rafforzare lo yen. Riacutizzazioni geopolitiche, come le tensioni in corso nel Mar Cinese Meridionale, oppure qualsiasi segnale sorprendentemente “hawkish” da parte della BoJ potrebbero innescare una fuga verso i beni rifugio, spingendo USD/JPY al ribasso. L’indice di volatilità Cboe (VIX) è già risalito a 17, segnalando che i mercati stanno diventando un po’ più nervosi rispetto a questi rischi.

Per proteggerci da un’inversione brusca, stiamo valutando l’acquisto di opzioni put out-of-the-money su USD/JPY. Agiscono come una forma di assicurazione a basso costo nel caso in cui il cross dovesse scendere improvvisamente sotto livelli chiave come 170. Storicamente, lo yen si è rafforzato rapidamente durante gli episodi globali di “risk-off”, e dobbiamo essere pronti a questa eventualità.

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