Il Corporate Macroscope di Goldman Sachs di luglio 2026 afferma che il rally azionario è passato da una fase di espansione dei multipli a una fase guidata dagli utili, il che alza l’asticella per ulteriori rialzi. Con tassi lunghi persistentemente elevati, non si tratta di un ciclo azionario “a denaro facile”: le aziende devono quindi giustificare le valutazioni con profitti e capex credibili. La banca inquadra inoltre il capex legato all’AI come ormai oltre i “Magnificent 7”, con ricadute su industriali, beni strumentali, apparecchiature elettriche, difesa, sicurezza energetica e infrastrutture.
Il report indica che le azioni globali hanno registrato un primo semestre eccezionale nonostante il rischio geopolitico, la volatilità del petrolio e le preoccupazioni sul mix crescita-inflazione. L’Asia ha guidato, mentre l’Europa è rimasta leggermente indietro in termini di price return ma ha sovraperformato gli Stati Uniti sul total return; Goldman aggiunge che la crescita degli utili ha spiegato una quota rilevante dell’avanzamento. Sul fronte della struttura di mercato, segnala un aumento dell’offerta, ma richiama buyback, M&A e solidi bilanci societari come fattori di domanda che potrebbero sostenere l’azionario mentre la leadership di mercato si amplia.
Il focus si sposta sugli utili societari e sulla precisione nelle strategie in derivati
Stiamo osservando il motore del mercato spostarsi da una generalizzata espansione dei multipli a un test più mirato degli utili aziendali. I guadagni “facili” legati al calo dell’ansia macro sono probabilmente alle spalle, rendendo le prossime settimane più orientate alla selezione di vincitori specifici. Ciò implica che le nostre strategie in derivati debbano diventare più precise, puntando sulla performance delle singole società più che sulla sola direzione del mercato nel suo complesso.
Con la stagione delle trimestrali del 2° trimestre 2026 alle porte, la volatilità implicita sarà il tema chiave. Gli ultimi dati mostrano che la crescita degli utili dell’S&P 500 viaggia all’11%, sopra l’8% stimato a inizio trimestre, quindi dobbiamo aspettarci movimenti marcati nei giorni degli annunci. Vediamo opportunità nell’acquisto di call su società con pre-annunci solidi oppure nell’uso di straddle su quelle in settori competitivi dove l’esito è incerto.
Capex trainato dall’AI, rotazione settoriale e opportunità sulle opzioni
Il boom dell’intelligenza artificiale non è più confinato a pochi colossi tecnologici. Abbiamo visto gli ordini di beni strumentali per apparecchiature elettriche salire del 15% su base annua, mentre le aziende potenziano l’infrastruttura energetica per i data center. Questo suggerisce di valutare opzioni call su ETF dei settori industriale e utility, che sono i nuovi beneficiari del ciclo di spesa in conto capitale legato all’AI.
Tassi d’interesse persistentemente elevati significano che non possiamo contare su una “marea crescente” che sollevi tutte le barche. Il rendimento del Treasury decennale è rimasto sopra il 4,5% per gran parte del 2026, penalizzando le società non profittevoli e premiando quelle con bilanci solidi e cash flow reale. Questo contesto rende più rischiose le opzioni a lunga scadenza su titoli growth speculativi, mentre favorisce strategie su aziende consolidate e profittevoli.
Un robusto cuscinetto di domanda corporate dovrebbe prevenire una severa correzione del mercato. I riacquisti di azioni annunciati hanno già superato i 700 miliardi di dollari da inizio anno, mettendoci su un ritmo in grado di sfidare i livelli record visti nel 2024. Questa pressione d’acquisto consistente potrebbe rendere la vendita di put cash-secured o di put credit spread su nomi S&P 500 di alta qualità una strategia praticabile per generare reddito.
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