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EUR/USD si stabilizza: le scommesse su un rialzo della BCE spingono i rendimenti, ma la narrativa della Fed mantiene in primo piano il rischio al ribasso

by VT Markets
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Jul 9, 2026

EUR/USD ha tenuto bene nonostante l’impennata dei prezzi del petrolio, mentre gli spread dei rendimenti si sono mossi a favore dell’euro. I tassi swap in euro sono saliti di circa 7–8 pb in più rispetto ai tassi USA a breve scadenza, riflettendo le attese che la BCE possa effettuare un nuovo rialzo nella riunione di settembre. I mercati monetari prezzano attualmente quella mossa a +22 pb. I verbali della BCE della riunione dell’11 giugno, insieme ai prezzi dell’energia più elevati, sono destinati a plasmare le aspettative sui tassi nel breve termine.

L’attenzione, tuttavia, resta fortemente orientata verso la narrativa della Fed, che con ogni probabilità detterà il tono della seduta. In questo contesto, i guadagni iniziali della coppia appaiono vulnerabili, con spazio perché l’euro possa scivolare nuovamente sotto 1,14. Separatamente, il presidente Trump ha di nuovo menzionato la Groenlandia alla conferenza NATO, un riferimento collegato alle reazioni negative di gennaio nei mercati degli asset USA da parte di investitori europei, anche se il legame con l’azione di prezzo di EUR/USD non è chiaro.

La tenuta dell’euro guidata dalle attese sui tassi

Osserviamo che EUR/USD ha retto bene, scambiando attualmente intorno a 1,1425, nonostante l’aumento dei costi energetici. Ciò perché gli swap sui tassi dell’Eurozona hanno sovraperformato gli omologhi USA, incorporando un rialzo dei tassi BCE di 22 punti base per settembre. Riteniamo che questa resilienza difficilmente durerà nelle prossime settimane.

La politica della Fed e la forza del dollaro domineranno

Tuttavia, riteniamo che il percorso di politica monetaria della Federal Reserve sarà il driver più potente. Il report sui Non-Farm Payrolls USA della scorsa settimana ha mostrato un robusto aumento di 255.000 posti di lavoro a giugno, e l’ultima lettura dell’inflazione Core PCE si è attestata al 2,9%, leggermente sopra il consenso. Questo rafforza l’ipotesi che la Fed resti restrittiva più a lungo, mettendo in ombra la narrativa BCE.

Alla luce di questo scenario, vediamo un’opportunità nel posizionarsi per un euro più debole contro il dollaro. L’acquisto di opzioni put su EUR/USD con strike intorno a 1,1350 o 1,1300, con scadenze a fine luglio o ad agosto, potrebbe essere una strategia prudente per beneficiare di una discesa sotto 1,1400.

Il recente balzo del WTI oltre 85 dollari al barile e il tono atteso da “falco” dei verbali BCE dell’11 giugno probabilmente manterranno solide le probabilità di un rialzo a settembre. Storicamente, tuttavia, una performance economica statunitense sostenutamente migliore tende a rafforzare il dollaro in misura significativamente superiore a quanto un singolo rialzo atteso della BCE possa sostenere l’euro. Consideriamo eventuali rialzi dell’euro sulla scia dei verbali BCE come un’opportunità temporanea per entrare in posizioni ribassiste.

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