La misura ampia dell’offerta di moneta giapponese, M2+CD, è diminuita a giugno, con la crescita su base annua rallentata al 2,2% dal 2,5% della rilevazione precedente. I dati indicano un ritmo di espansione monetaria più contenuto rispetto al mese precedente.
Politica monetaria e outlook valutario
Consideriamo il recente calo della crescita dell’offerta di moneta in Giappone al 2,2% come un segnale disinflazionistico rilevante. Ciò rafforza la nostra convinzione che la Bank of Japan manterrà invariata la propria politica per il futuro prevedibile. Qualsiasi discussione su un rialzo dei tassi è verosimilmente, per ora, fuori dal tavolo.
Di conseguenza, ci posizioniamo per un ulteriore indebolimento dello yen giapponese. Il differenziale dei tassi resta un driver chiave, con l’ultimo rendimento del Treasury USA a 10 anni al 3,9% che supera nettamente l’1,0% del Giappone. Valuteremo posizioni long tramite opzioni call su USD/JPY o futures, puntando a un rialzo della coppia.
Implicazioni per il mercato azionario e il reddito fisso
Uno yen più debole rappresenta tipicamente un forte vento in poppa per il mercato azionario giapponese, fortemente esposto alle esportazioni. Storicamente, abbiamo osservato come una svalutazione del 10% dello yen possa aggiungere diversi punti percentuali alla crescita degli utili del Nikkei 225. Stiamo quindi incrementando le posizioni long sui futures del Nikkei 225, prevedendo che la forza degli esportatori sostenga l’indice nel suo complesso.
Questi dati consolidano inoltre la nostra view sui titoli di Stato giapponesi (JGB). Con la banca centrale saldamente orientata in senso dovish, non ci aspettiamo pressioni al rialzo sui rendimenti domestici. Vediamo opportunità nell’acquisto di futures sui JGB, poiché eventuali ulteriori segnali di debolezza economica potrebbero persino spingere i rendimenti più in basso.
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