TD Securities ha affermato che l’orientamento fiscale della Cina sta diventando più restrittivo, poiché i governi locali danno priorità alla bonifica del debito rispetto al sostegno alla crescita. La casa vede solo un supporto fiscale limitato nel secondo semestre del 2026, a meno che la crescita del PIL non scivoli verso il 4,0–4,2%, rispetto alla sua previsione del 4,6%, e ha segnalato che una lettura debole del PIL del secondo trimestre la prossima settimana, nell’area bassa del 4%, potrebbe alimentare nuove speculazioni di mercato su ulteriori stimoli.
Il sostegno di policy, se attivato, dovrebbe concentrarsi su un’accelerazione dell’esecuzione infrastrutturale piuttosto che su nuovi grandi stanziamenti fiscali. La risposta delineata include un’emissione più rapida di obbligazioni locali e iter di approvazione dei progetti più veloci, con un certo allentamento da parte del Ministero delle Finanze sui controlli infrastrutturali e sulla sostenibilità dei progetti, insieme alla possibilità di un taglio dei tassi della People’s Bank of China di 10 pb a fine terzo trimestre. L’analisi ha inoltre indicato un forte calo degli investimenti come principale freno alla crescita del primo semestre, in controtendenza rispetto alla priorità dichiarata di rafforzare la domanda interna.
Irrigidimento fiscale e bonifica del debito
Riteniamo che la politica fiscale cinese si stia irrigidendo, mentre i funzionari locali danno priorità alla bonifica del debito rispetto allo stimolo della crescita. Questo focus sulla disciplina fiscale, con il debito dei governi locali recentemente riportato oltre l’80% del PIL, implica che non dovremmo aspettarci un sostegno significativo nella seconda metà dell’anno. Eventuali stimoli rilevanti probabilmente emergeranno solo se le previsioni di crescita del PIL dovessero indebolirsi e avvicinarsi alla soglia del 4,0%.
Stimolo moderato e aspettative sulla risposta di policy
Tutti gli occhi sono puntati sui dati del PIL del secondo trimestre della prossima settimana, che potrebbero innescare volatilità nel breve periodo. Con i recenti indici PMI manifatturieri appena sotto la soglia 50 che separa espansione e contrazione, una lettura debole nell’area bassa del 4% è una possibilità concreta. Ciò alimenterebbe il chiacchiericcio di mercato su nuovi stimoli, creando una potenziale trappola per chi si aspetta una risposta governativa massiccia.
Ci aspettiamo che la risposta di policy sia più una questione di velocità di esecuzione che di nuova spesa. Ci si può attendere un’accelerazione nell’emissione di special bond dei governi locali, che nel primo semestre è stata sensibilmente lenta, per finanziare progetti infrastrutturali. Questo offre un “pavimento” alle commodity industriali come il rame, ma non giustifica un posizionamento in vista di un importante bull market.
Un modesto taglio dei tassi della PBoC di 10 punti base più avanti nel terzo trimestre appare plausibile, offrendo un supporto limitato. Questo lieve allentamento, tuttavia, probabilmente eserciterà una moderata pressione al ribasso sullo yuan, soprattutto mentre le altre principali banche centrali mantengono un’impostazione più “hawkish”. Vediamo opportunità in strategie in opzioni che beneficiano di un USD/CNY in lenta depreciamento o in trading range.
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