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I verbali della Fed mettono in luce divisioni sulla politica monetaria mentre i mercati ricalibrano il percorso dei tassi USA e sostengono l’indice del dollaro (DXY)

by VT Markets
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Jul 9, 2026

La posizione divisa della Federal Reserve e l’evoluzione del pricing di mercato

L’US Dollar Index si è mantenuto intorno a 101,00 mercoledì dopo la pubblicazione dei verbali del FOMC del 16–17 giugno alle 18:00 GMT. La riunione si è conclusa con una decisione unanime 12-0 di mantenere l’intervallo obiettivo al 3,50%-3,75%, ma i verbali evidenziano dissensi sotto la superficie: alcuni partecipanti si sono espressi per un rialzo immediato, accettando una pausa per ragioni legate al timing. Le prospettive sui tassi a fine anno restano divise: il dot plot di giugno mostrava 9 su 18 contributi a favore di almeno un rialzo quest’anno, contro 8 per lo status quo e 1 per un taglio, e diversi partecipanti hanno affermato che la politica non era restrittiva. Il Comitato ha inoltre rimosso un linguaggio orientato all’allentamento e il Presidente ha annunciato cinque task force indipendenti sul quadro di policy.

Le stime dello staff collocano l’inflazione PCE headline di maggio al 4,1% e la core intorno al 3,4%, con tra i fattori trainanti il trasferimento dei dazi sui prezzi, le interruzioni dell’offerta legate alla chiusura dello Stretto di Hormuz e la domanda connessa all’IA. Per il 2026, l’inflazione headline è stata rivista al rialzo al 3,6% dal 2,7% di marzo. Il pricing di mercato si è spostato: prima di giugno, i dealer vedevano tassi fermi fino a inizio 2027 con un taglio nel Q2, mentre i mercati prezzavano un rialzo entro metà 2027; ora il pricing implica circa una probabilità su tre di rialzo a luglio, privilegia settembre e punta verso il 4% a fine anno. Il rendimento del Treasury biennale è salito rispetto ai pari dei Paesi avanzati anche se i mercati continuano a prezzare almeno un rialzo ciascuno da parte di BCE e BoE; nel frattempo, il CPI è atteso il 14 luglio alle 12:30 GMT in vista del FOMC del 28–29 luglio. I livelli tecnici citati indicavano resistenze a 101,27 e 101,50, con supporto a 101,00, poi 100,95 e 100,50, insieme a uno Stochastic RSI a cinque minuti intorno a 25.

Tono hawkish della Fed in un contesto di inflazione persistente

I verbali della riunione di giugno della Federal Reserve confermano ciò che sospettavamo: il Comitato è più propenso ad alzare i tassi che a mantenerli invariati. Sebbene il voto per la pausa sia stato unanime, la discussione ha messo in luce una profonda spaccatura, con molti funzionari convinti che l’attuale orientamento di policy non sia sufficientemente restrittivo. Questo dibattito interno, insieme ai nuovi dati, getta le basi per ciò che possiamo attenderci.

Il quadro inflattivo continua a giustificare questa inclinazione hawkish. I più recenti dati del Consumer Price Index di maggio hanno mostrato l’inflazione headline ferma ostinatamente al 4,5% su base annua, ben al di sopra del target della Fed. Con il report sull’occupazione di giugno della scorsa settimana che ha evidenziato una solida creazione di 250.000 posti di lavoro e una crescita dei salari stabile, l’argomento a favore di un ulteriore rialzo dei tassi per raffreddare la domanda si rafforza.

Reazione dei mercati e outlook sul dollaro

Vediamo questo cambiamento riflettersi direttamente nel pricing dei derivati. La probabilità di un rialzo di 25 punti base alla prossima riunione del FOMC del 29 luglio è ora balzata oltre il 60%, un aumento significativo rispetto a poche settimane fa. Ciò significa che i mercati di opzioni e futures si stanno attivamente preparando per un tasso sui federal funds al 4,25%-4,50% entro fine mese.

Questa riprezzatura offre un forte supporto al dollaro USA, poiché i differenziali di tasso si ampliano rispetto alle altre principali valute. L’US Dollar Index (DXY) scambia attualmente con decisione intorno a 105,50, un livello che non si vedeva dalla fine dello scorso anno, mentre rendimenti Treasury più elevati attraggono capitali. Storicamente, fasi di divergenza di policy della Fed, come quella a cui stiamo assistendo, hanno portato con continuità a un rafforzamento del dollaro.

Alla luce di questo contesto, ci posizioniamo per un’ulteriore apprezzamento del dollaro nelle prossime settimane. Consideriamo eventuali correzioni del DXY come opportunità di acquisto, in particolare in vista del dato CPI di giugno atteso il 14 luglio. Strategie su derivati come l’acquisto di call sul DXY o l’utilizzo di spread rialzisti offrono un modo a rischio definito per beneficiare di un potenziale movimento al rialzo qualora l’inflazione dovesse risultare nuovamente elevata.

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