La Reserve Bank of New Zealand ha alzato il tasso ufficiale di 25 pb al 2,5% e ha indicato che è probabile un ulteriore inasprimento, poiché l’inflazione resta sopra il target. L’obiettivo è riportare l’inflazione verso il punto medio del target al 2%, con un percorso di politica monetaria dipendente dai dati in arrivo, dai comportamenti di formazione dei prezzi e dalla forza dell’attività economica, nella misura in cui questi fattori alimentano le pressioni inflazionistiche di medio periodo. Nonostante un certo allentamento dei prezzi dell’energia, la banca ha ritenuto che le pressioni inflazionistiche persistano e che vi sia margine per un’ulteriore riduzione dello stimolo monetario.
I mercati hanno già incorporato quasi 40 pb di ulteriori rialzi dei tassi quest’anno, consolidando attese per un profilo più elevato dell’Official Cash Rate. Sul mercato valutario, ABN AMRO si attende un moderato potenziale rialzista per il dollaro neozelandese rispetto al dollaro USA, in linea con il segnale di inasprimento e con l’entità delle ulteriori mosse implicita nei prezzi.
RBNZ: rialzo dei tassi e prospettive sull’inflazione
La Reserve Bank of New Zealand ha appena aumentato questa settimana l’Official Cash Rate di 25 punti base, portandolo al 5,75%. La decisione è stata una risposta diretta alle persistenti pressioni inflazionistiche: gli ultimi dati CPI del secondo trimestre mostrano infatti un’inflazione ancora al 3,8%, ben al di sopra del target della banca. L’istituto ha segnalato che sarà probabilmente necessaria un’ulteriore riduzione dello stimolo per riportare l’inflazione verso l’obiettivo del 2%.
Implicazioni per NZD/USD e strategie di trading
Alla luce di questa postura “hawkish” della RBNZ, ci attendiamo un moderato margine di apprezzamento del dollaro neozelandese nei confronti del dollaro USA nelle prossime settimane. I mercati dei derivati prezzano ora almeno un ulteriore rialzo prima della fine dell’anno, con gli overnight index swaps che indicano un tasso terminale vicino al 6,10%. L’ampliamento del differenziale dei tassi dovrebbe continuare a sostenere il Kiwi.
I trader potrebbero valutare un posizionamento in vista di questa attesa forza acquistando opzioni call NZD/USD a breve scadenza. La strategia consente di partecipare a un potenziale movimento rialzista limitando al contempo il rischio di ribasso. Per chi cerca un approccio a costo inferiore, si possono utilizzare bull call spread per puntare a un movimento rialzista specifico, ad esempio verso l’area di 0,6300.
Abbiamo osservato una dinamica simile durante il ciclo di inasprimento 2022-2024, in cui il NZD inizialmente ha reagito con un rally ai rialzi della RBNZ, ma è rimasto sensibile ai movimenti più ampi del dollaro USA. Ad oggi, il cambio NZD/USD tratta in area 0,6150. Pertanto, sebbene la RBNZ offra un vento a favore, eventuali sorprese di forza da parte della Federal Reserve potrebbero ancora rappresentare un fattore di resistenza per il cross.
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