La Reserve Bank of New Zealand ha alzato l’Official Cash Rate di 25 pb al 2,50%, il primo aumento in tre anni, affermando che ulteriori rialzi “appaiono probabili nelle prossime riunioni”. La decisione è stata raggiunta per consenso, anche se non è stata pubblicata alcuna ripartizione del voto. La mossa era prezzata per circa il 70% dai mercati e ha inizialmente spinto il dollaro neozelandese al rialzo, prima che i guadagni venissero ridimensionati con la nuova escalation delle tensioni in Medio Oriente.
La RBNZ colloca l’intervallo di neutralità della politica monetaria tra il 2,2% e il 4,1%, il che implica margine per normalizzare l’impostazione dai livelli attuali. I mercati prezzano quasi 100 pb di ulteriore restrizione nei prossimi dodici mesi, quasi il doppio rispetto alla traiettoria dei tassi proiettata dalla RBNZ e pubblicata a maggio. La banca centrale ha aggiunto che l’inflazione resta sopra l’obiettivo, mentre l’attività economica è attesa in rafforzamento.
Prospettive di politica monetaria e strategia sul NZD
Consideriamo il primo rialzo dei tassi della Reserve Bank of New Zealand al 2,50% come l’avvio di un ciclo di tightening sostenuto, che rafforza la nostra impostazione rialzista sul dollaro neozelandese. Il ritracciamento della valuta, causato da rumore geopolitico esterno, ci sembra un’opportunità di acquisto. Questa azione hawkish è necessaria, con l’ultimo dato trimestrale dell’inflazione in Nuova Zelanda al 4,2%, ostinatamente sopra la banda-obiettivo dell’1-3% della RBNZ.
Nelle prossime settimane valuteremo l’acquisto di opzioni call su NZD, in particolare contro valute con banche centrali dovish come lo yen giapponese o il franco svizzero. Il recente calo potrebbe aver temporaneamente ridotto la volatilità implicita, rendendo le opzioni un modo interessante per posizionarsi su un rialzo con rischio definito. Questa divergenza di policy tra una RBNZ in fase di rialzo e altre banche centrali ferme o in taglio offre una chiara opportunità per operazioni di relative value.
Aspettative di policy e trade di relative value
Sebbene il mercato degli swap stia già prezzando quasi 100 punti base di rialzi nel prossimo anno, i commenti della RBNZ suggeriscono che vi sia ampio spazio per muoversi verso la stima del tasso neutrale fino al 4,1%. Considerato il mercato del lavoro tirato, con la disoccupazione ferma su un basso 3,9%, riteniamo che il rischio sia che la RBNZ debba allinearsi o persino superare tali aspettative di mercato. Pertanto, pagare fisso sugli interest rate swap a breve scadenza per scommettere su ulteriori aumenti dei rendimenti sulla parte front-end della curva resta una strategia praticabile.
Questo scenario ci appare familiare e richiama le fasi iniziali del ciclo di restrizione 2021-2023. In quel periodo, cali temporanei del NZD legati a fasi globali di risk-off si sono spesso rivelati ottimi punti di ingresso per posizioni rialziste di più lungo periodo. Ci aspettiamo che un copione simile possa ripetersi ora, poiché il driver fondamentale è la politica monetaria domestica più che titoli internazionali temporanei.
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