USD/CAD ha esteso il rialzo per la terza seduta consecutiva, scambiando vicino a 1,4210 nelle ore europee di martedì, mentre il Dollaro USA è rimasto sostenuto per il riemergere delle tensioni nello Stretto di Hormuz. I guadagni sono stati però limitati dalle attese che la Federal Reserve non alzerà i tassi né questo mese né a settembre, dopo un rapporto sull’occupazione più morbido che ha mostrato un numero di posti di lavoro creati in aprile, maggio e giugno inferiore alle previsioni. La recente correzione del petrolio, attribuita a un aumento dell’offerta OPEC+ e a un accordo di pace USA-Iran, ha inoltre ridotto la percezione di pressioni inflazionistiche, indebolendo la tesi per una Fed più aggressiva.
L’upside della coppia è stato ulteriormente contenuto dal sostegno al Dollaro canadese, legato alle materie prime, attraverso i prezzi del petrolio, sebbene un greggio più debole possa ridurre gli afflussi di capitali esteri verso il Canada e pesare sul loonie. Il WTI oscillava intorno a 69,40 dollari al barile dopo le perdite della seduta precedente, sostenuto da notizie secondo cui l’Iran avrebbe lanciato almeno due missili contro navi commerciali nel corridoio marittimo; due imbarcazioni sono state danneggiate ma non ci sono state vittime. UK Maritime Trade Operations ha dichiarato che una petroliera diretta a sud è stata colpita sul lato sinistro da un proiettile di origine sconosciuta, innescando un incendio, mentre l’obiettivo d’inflazione dell’1–3% della Bank of Canada e l’uso di quantitative easing o tightening restano driver chiave per il CAD.
Flussi di bene rifugio e forza fragile del dollaro
Stiamo monitorando da vicino USD/CAD mentre supera 1,4200, trainato dal conflitto nello Stretto di Hormuz. Questa tensione sta generando una classica domanda di bene rifugio per il Dollaro USA. Tuttavia, riteniamo che tale forza sia fragile e probabilmente guidata dagli eventi nel breve termine.
La tesi di fondo per un Dollaro USA più debole resta valida, limitando qualsiasi rally significativo. I recenti dati sui Nonfarm Payrolls statunitensi del secondo trimestre hanno sistematicamente deluso le attese, con una media intorno a 175.000, consolidando la visione di mercato contraria a ulteriori rialzi dei tassi Fed. Il CME FedWatch Tool indica ora una probabilità inferiore al 5% di un aumento dei tassi prima della fine dell’anno, in netto contrasto con le precedenti previsioni.
Prospettive e strategie in opzioni in un contesto di volatilità geopolitica
Nel frattempo, il Dollaro canadese è preso in un tiro alla fune. L’attacco missilistico ha spinto i prezzi del WTI verso 70 dollari al barile, un fattore che dovrebbe sostenere il loonie. Tuttavia, il sentiment risk-off sta contemporaneamente rafforzando il Dollaro USA, neutralizzando di fatto l’impatto positivo di prezzi energetici più elevati sul CAD.
Alla luce di questi segnali contrastanti, non assumiamo una view direzionale decisa sulla coppia. L’aumento del rischio geopolitico suggerisce che l’esito più probabile nelle prossime settimane sia un incremento della volatilità. I dati storici relativi a fiammate simili in Medio Oriente mostrano che i picchi iniziali sulle valute possono invertire rapidamente una volta che la minaccia immediata viene contenuta o chiarita.
Di conseguenza, la nostra strategia si concentrerà sulle opzioni per sfruttare la volatilità attesa. Stiamo valutando l’acquisto di strangle, che trarrebbe beneficio da un movimento significativo in entrambe le direzioni, sia in caso di forte escalation che spinga USD/CAD verso 1,4400, sia in caso di improvvisa de-escalation che lo riporti sotto 1,4000. Questo approccio consente di posizionarsi per una rottura dell’attuale range senza scommettere sulla direzione specifica.
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