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Il dollaro avanza lievemente mentre lo yen ristagna vicino ai minimi da quattro decenni, con l’attenzione puntata sul rischio di intervento

by VT Markets
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Jul 7, 2026

USD/JPY ha proseguito lunedì la sua lenta ma costante salita iniziata un anno fa, avanzando da circa 161,50 nelle prime ore della sessione asiatica fino a poco sotto 162,50 nel pomeriggio londinese, per poi ripiegare durante New York e chiudere poco sopra 162,00, a un “big figure” dal massimo ciclico della scorsa settimana, appena sotto 163,00. L’azione dei prezzi del Dollaro in senso più ampio è stata contenuta, eppure lo Yen si è indebolito di 71 pip e scambia su livelli visti l’ultima volta circa 40 anni fa. Il precedente ciclo di interventi del Giappone resta il punto di riferimento: tra aprile e maggio le autorità hanno speso quasi 12.000 miliardi di yen, pari a circa 73 miliardi di dollari, per acquistare yen, ma l’ultima accelerazione al rialzo è arrivata senza commenti ufficiali a corredo.

Il Ministero delle Finanze ha attenuato gli avvertimenti verbali, ha evitato di avallare un innesco esplicito come 162,00 e, secondo quanto riportato, preferirebbe un’azione legata all’accumulo di posizioni speculative corte. La BoJ ha alzato il tasso di riferimento all’1,00% il 16 giugno, primo movimento sopra quel livello in tre decenni, ma lo yen si è rafforzato solo per circa una seduta; con una politica ancora descritta come accomodante, tassi reali negativi e il prossimo rialzo atteso nel quarto trimestre, il divario rispetto alla Fed ferma al 3,75% mantiene favorevole il carry trade. Tra gli appuntamenti chiave: i Labour Cash Earnings di maggio alle 23:30 GMT (consenso +3,4% a/a contro +3,5% precedente), la bilancia dei pagamenti del Giappone alle 23:50 GMT di martedì attesa sopra 4.000 miliardi di yen, e i verbali del FOMC alle 18:00 GMT di mercoledì. I livelli sotto osservazione sono la resistenza a 162,50 e poi appena sotto 163,00, e i supporti a 162,00, 161,50, 161,00 e la media mobile esponenziale a 50 giorni poco sopra 160,00.

Debolezza dello yen e contesto di policy

Riteniamo che la coppia USD/JPY stazioni in area 164,50, proseguendo la sua inarrestabile risalita iniziata a inizio anno. L’indice del Dollaro è sostanzialmente invariato, a conferma che si tratta soprattutto di una storia di persistente debolezza dello yen. La valuta viene venduta contro tutte le controparti mentre i trader inseguono i differenziali di rendimento.

Il Ministero delle Finanze è rimasto strategicamente in silenzio, una tattica che oggi interpretiamo come preludio a un “blitz” più che a un monito annunciato. È probabile che stia monitorando l’accumulo di short speculativi, con i recenti dati CFTC che mostrano posizioni gonfiate su livelli visti l’ultima volta poco prima dei massicci interventi da circa 12.000 miliardi di yen del 2024. Questo periodo di quiete è una scelta deliberata per mantenere i trader in tensione.

Il rialzo BoJ di giugno ha offerto solo poche ore di forza allo yen prima che il trend riprendesse. Con i tassi reali giapponesi ancora profondamente negativi, quella singola mossa ha fatto poco per cambiare la matematica, molto potente, del carry trade. Ora l’attenzione si sposta sui dati CPI USA di questa settimana, che secondo le stime dovrebbero mantenere la Federal Reserve in pausa al 3,75% e rafforzare l’ampio gap dei tassi.

Strategia di trading e quadro tecnico

Per le prossime settimane, riteniamo prudente acquistare opzioni call su USD/JPY per mantenere un’esposizione rialzista. Questo approccio consente di partecipare a ulteriori estensioni verso 165,00 e oltre, delimitando in modo rigoroso il rischio in caso di un intervento improvviso. La vendita di put out-of-the-money può anche generare reddito sfruttando il trend rialzista, ma comporta un rischio significativamente maggiore in caso di brusca inversione.

La resistenza chiave è il recente massimo in area 165,00, livello che il mercato è intenzionato a violare per esplorare territorio inesplorato al di sopra. Vediamo un primo supporto a 164,00, con un pavimento più significativo a 163,50, che ha funzionato da rampa di lancio per i movimenti recenti. Il trend resta valido finché rimaniamo sopra la media mobile a 50 giorni, attualmente in area 162,80.

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